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La Nato striglia Trump, "non puoi fare da solo"

Londra – La Nato avverte il presidente eletto Donald Trump che malgrado la loro immensa potenza gli Stati Uniti non possono affrontare da soli le sfide alla sicurezza cui l’Occidente dovrà far fronte e che solo uniti all’Europa riusciranno a farcela. Questo il messaggio inviato dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg a Trump in un articolo pubblicato sul britannico Observer, edizione domenicale del Guardian. “Andare avanti da soli non è un’opzione (praticabile, ndr) né per l’Europa, né per gli Usa”.

LE MINACCE DI TRUMP

Trump durante la campagna elettorale ha ripetutamente definito l’Alleanza Atlantica come “obsoleta” e ha minacciato di svincolarsi dagli obblighi di aiuto e soccorso in caso di attacco contro uno dei Paesi membri (previsti dall’art. 5 della Carta costitutiva della Nato) se le altre 27 partner non aumenteranno gli investimenti per la Difesa. “No alla difesa automatica degli alleati se attaccati: bisogna prima considerare il loro contributo all’alleanza atlantica”, ha detto in un’intervista al New York Times, rilasciata alla vigilia del suo discorso di accettazione della nomination repubblicana per la corsa alla Casa Bianca.

L’AVVERTIMENTO DI STOLTENBERG

Per il politico norvegese l’Occidente e l’Alleanza Atlantica, suo ‘braccio armato’, si trovano ad affrontare in questo momento “la più grande sfida alla nostra sicurezza di un’intera generazione. Questo non è il momento di porre in dubbio i valori della nostra Alleanza tra l’Europa e Usa” Stoltenberg ha a questo proposito ricordato a Trump che l’unico caso nella storia della Nato in cui è stato invocato l’art. 5 della Carta costitutiva dell’Alleanza è stato dopo l’attacco di al Qaeda dell’11 settembre 2001 agli Usa, suggerendogli di tenere presente il sangue versato da migliaia di soldati alleati spediti in Afghanistan per aiutare Washington nella nella lotta contro al Qaeda e i talebani.

Il numero uno della Nato ha quindi avvertito il presidente eletto degli Stati Uniti che piuttosto che “approfondire le divergenze” tra i Ventotto membri dell’Alleanza è ora il tempo “di rafforzare ciò che ci unisce” sotto “una forte leadership americana”. 

Stoltenberg ha riconosciuto che i membri europei dell’Alleanza debbono fare di più e che gli Usa coprono da soli il 70% delle spese. Ma, ha proseguito “i leader di entrambe le sponde dell’Atlantico, e di tutti i partiti politici, hanno sempre riconosciuto l’unicità del legame che ci tiene insieme. La nostra storia orgogliosa di sfide comuni affrontate insieme. E’ troppo semplice dare per scontate la libertà, la sicurezza e la prosperità di cui abbiamo goduto. In questi tempi incerti abbiamo bisogno di una guida americana forte e abbiamo bisogno che gli europei si facciano carico della loro giusta parte di responsabilità. Ma soprattutto dobbiamo riconoscere il valore della partnership tra Europa e America. Ciò resta indispensabile”.

A conferma che l’Europa sta già facendo di più Stoltenberg ha ricordato l’impegno dei 4 battaglioni della forza di intervento rapida schierata nei Paesi baltici (Lettonia, Estonia, Lituania) e in Polonia per tenere testa alla Russia “più determinata” di Vladimir Putin. Truppe insufficienti “a tenere testa alle divisione russe” ma in grado di ricordare a Mosca, ha concluso Stoltenberg, che “l’attacco contro uno solo dei membri” della Nato “provocherà la risposta di tutti” i Paesi dell’Alleanza.

L’ESORTAZIONE DI BARACK OBAMA

Anche il presidente uscente Barack Obama ha esortato il suo successore a sfuggire alla tentazione dell’isolazionismo. Preoccupazione comune a molti in Europa dopo le ripetute minacce di Trump in campagna elettorale.

NUOVE PROTESTE

Intanto è iniziata la quinta giornata di proteste anti-Trump dopo che a Portland, in Oregon un uomo che partecipava alla manifestazione è’ rimasto ferito da un colpo di arma da fuoco. Delitto per cui 4 sospetti sono stati fermati dalla polizia.

Il cuore delle manifestazioni contro il presidente eletto è New York dove circa 15.000 persone si sono riunite a Unione Square per marciare verso la Trump Tower, quartier generale del prossimo inquilino della Casa Bianca. Il leitmotiv della marcia è “Trump is not my president” (“Trump non è il mio presidente”).

 

Don’t Stop pic.twitter.com/fcO28Mm1IE
#WereStillHere #LAProtest #TrumpProtest remember #StrongerTogether

— Love (@simplymarcoo) 12 novembre 2016

 

A Chicago, la città del presidente Barack Obama, diverse migliaia di persone sono sfilate per la strada inneggiando slogan come “No all’odio. No alla paura. I migranti sono benvenuti”.

Spostandoci in California a Los Angeles centinaia di manifestanti si sono riuniti al MacArthur Park per marciare verso il centro della città. MacArthur Park è stato il centro delle proteste degli ultimi giorni. Quasi 200 persone sono state fermate stamane dopo essersi rifiutati di obbedire all’ordine di disperdersi intimato dalla polizia. 

 

As the largest #trumpprotest in Los Angeles yet, the LAPD says it remained non-violent. pic.twitter.com/WEMsJaSnQp

— Steve Kuzj (@SteveKuzj) 12 novembre 2016

 

Nella Silicon Valley è #Calexit

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