TwitterFacebookGoogle+

La notte da incubo ai seggi in Lombardia aspettando un ok sul voto elettronico

“Siamo chiusi nella scuola e siamo bloccati in attesa che ci dicano di andare a casa”: è la denuncia che arriva da Federico Palazzotto, segretario del seggio di una scuola della zona Turro a Milano, dove si è usato il voto elettronico per il referendum sull’autonomia. Ma sembra che questo problema ci sia anche in altre scuole. “Dopo la fine di tutte le operazioni – spiega – dobbiamo attendere di ricevere la conferma che la lettura delle penne usb, che contengono i dati del voto dei singoli tablet, sia andata a buon fine. Può essere che un tablet che dovrebbe snellire i processi invece li ha evidentemente appesantiti?”. “Noi – conclude – siamo qui da molte ore, domani lavoriamo e ci troviamo all’interno della scuola dove ovviamente al momento i riscaldamenti non sono funzionanti. A due ore e mezza dalla chiusura dei seggi, siamo chiusi qui e si prospetta un’attesa almeno fino alle quattro, è assurdo”. 

Criticità nel sistema

Si annuncia una giornata di roventi polemiche per il governatore della Lombardia Roberto Maroni. Il dato di affluenza al referendum per l’autonomia è ancora inchiodato sotto il 40% (con Milano che ha deluso le aspettative degli organizzatori), ma soprattutto è il voto elettronico ad essersi inceppato. La comunicazione dei dati definitivi  è  stata infatti rinviata a stamattina per criticità nel sistema di voto. “Si sono registrate alcune criticità tecniche nella fase di riversamento dei dati delle rimanenti voting machine”, si legge nell’avviso diffuso alle 3 del mattino, dopo che lo spoglio si è fermato al 95% delle sezioni, registrando un’affluenza del 37,07 per cento. “Pertanto i risultati completi potranno essere resi noti nella giornata di lunedì a operazioni concluse”, si legge ancora. Secondo le previsioni della società che ha gestito il voto elettronico – prima sperimentazione in Italia – lo spoglio avrebbe dovuto concludersi a due ore dalla chiusura dei seggi (quindi all’una). L’investimento della regione per consentire il voto elettronico per mezzo di tablet è stato di 25 milioni.

#referendumAutonomia #Tablet non funzionanti, tecnici irreperibili: i problemi del voto elettronico in #Lombardia https://t.co/KRwYwb5HdU

— la Repubblica (@repubblica) 22 ottobre 2017

“Invece – spiega Francesca Giardina, presidente del seggio 373 al Corriere della sera – tutto si è bloccato perché l’ufficio elettorale della Regione Lombardia ci ha imposto di estrarre le chiavette Ubs e di consegnarle alla polizia locale affinché venissero svolte le verifiche del voto effettuato. Risultato? Sono già tre ore che attendiamo nei nostri seggi e non arriva nessuna notizia. Anzi, pare che qualche chiavetta risulti anche vuota, ovvero non ha registrato alcun dato. E noi cosa facciamo? restiamo qui tutta la notte?”. Roberto Trovati è uno delle decine di scrutatori inviperiti: “Questa è la dimostrazione che tutto il nuovo processo di voto, annunciato in pompa magna, è miseramente fallito. Noi siamo bloccati qui e stiamo cercando di capire anche fino a quando durerà questa situazione visto che le sezioni a Milano sono 1200 e ogni sezione ha 2-3 chiavette che una volta arrivate al centro servizi del Comune, in via Vico, devono essere lette. E non sembra una operazione semplice”.

Referendum, Maroni:voto elettronico ha funzionato in piena sicurezza #maroni https://t.co/GZo4rraH54 pic.twitter.com/bV8xwvRZAr

— Tgcom24 (@MediasetTgcom24) 22 ottobre 2017

 

Scrutatori e presidenti di seggio bloccati ai seggi

Il Corriere li ha definiti i i ‘prigionieri del voto elettronico’, che ” pensano al lunedì lavorativo, a come faranno a presentarsi regolarmente e pensano anche ( perché no) alle ore di straordinario che nessuno pagherà loro. Presidenti di seggio (pagati 130 euro netti) e scrutatori (pagati 100 euro netti) sono stati impegnati 4 ore sabato (dalle 16 alle 20) e dalle 6 del mattino di domenica ad oltranza. Ci sono poi i tecnici informatici di manpower anche loro impegnati a fondo in questa tornata elettorale. E nessuno può andarsene dal seggio pena la segnalazione per interruzione di pubblico servizio». Ma i presidenti di seggio contestano anche la procedura seguita, della quale nessuna pare fosse informato: “La cosa grave è che nessuno ci aveva parlato di queste chiavette da consegnare e dell’attesa per la verifica. Per noi il lavoro doveva concludersi alle 23 con l’ultima firma al verbale”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.