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La piccola iraniana cardiopatica: fermata dal bando di Trump, ora potrà operarsi

Il caso di una neonata iraniana di 4 mesi, in disperato bisogno di un delicato intervento al cuore, ha scosso la coscienza americana: il governo federale le ha concesso un’esenzione dal bando decretato da Donald Trump nei confronti di persone provenienti da 7 Paesi a maggioranza musulmana, tra cui l’Iran.

L’intervento della deputata Suzanne Bonamici, “Fatemeh non è una terrorista”

A portare il caso della piccola all’attenzione del Congresso è stata la deputata dell’Oregon, Suzanne Bonamici: prendendo la parola di fronte ai suoi colleghi in aula, ha ricordato che “Fatemeh non è una terrorista, ma una neonata di 4 mesi dall’Iran che sta cercando di ottenere un permesso per un’operazione salva vita”.

 

Fatemeh is not a terrorist. She is a four-month-old baby from Iran trying to get to OR for life-saving surgery. https://t.co/bg22Pd1wDj

— Suzanne Bonamici (@RepBonamici) 3 febbraio 2017

 

Permesso accordato, per la famiglia è stato “un incubo”

“Abbiamo saputo che il governo federale ha garantito a Fatemeh Reshad e alla sua famiglia i documenti di viaggio per venire negli Stati Uniti”, ha annunciato il governatore di New York, Andrew Cuomo. Un team di pediatri del Mount Sinai Hospital ha acconsentito a curare la neonata pro bono e un ufficio legale ha finanziato il viaggio. La neonata ha due buchi nel cuore e un’arteria con gravi complicazioni. Le possibilità che l’operazione abbia successo in Iran “sono del 20-30%, negli Usa del 97%”, ha sottolineato l’avvocato della famiglia, Amber Murray. 

La famiglia aveva lavorato tre settimane per mettere insieme i documenti necessari, ma il bando della Casa Bianca improvvisamente ha fatto saltare tutto. “Per ottenere il visto, ci hanno chiesto una quantità di documenti – ha raccontato lo zio Samad Teghizadeh, cittadino americano residente in Oregon – Un incubo, i documenti erano pronti, e all’ultimo minuto hanno cancellato tutto”. 

 

Giudice federale di Seattle blocca il veto sui migranti

Intanto, continua il braccio di ferro tra la giustizia americana e la Casa Bianca sul veto agli immigrati provenienti da 7 Paesi musulmani: James Robart, giudice federale di Seattle, nello Stato di Washington, ha sospeso in maniera temporanea e su tutto il territorio nazioonale il divieto decretato da Trump. Una decisione che ha avuto un’immediata ricaduta, con l’amministrazione americana costretta a comunicare alle compagnie aeree che possono nuovamente accettare tutti i passeggeri. 

La Casa Bianca ha reagito duramente, prima definendo “scandalosa” la sentenza, poi annunciando ricorso per ripristinare un veto considerato “legittimo e appropriato”. E lo stesso Trump è tornato a twittare: “dobbiamo tenere il ‘diavolo’ fuori dal nostro Paese!”.

 

We must keep “evil” out of our country!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 3 febbraio 2017

 

Per approfondire:

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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