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La pioggia non ferma Zucchero, Arena di Verona gremita

Verona – La pioggia non spaventa e non ferma Zucchero e la sua band internazionale, e neppure i fan dell’artista emiliano. In un’Arena di Verona gremita da migliaia di persone, ha preso il via il “Black Cat World Tour 2106”. E’ il primo di 11 show che Zucchero proporra’ nella citta’ scaligera (oltre alla data di oggi ci sono quelle del 17-18-20-21-23-24-25-26-27-28 settembre) e saranno questi gli unici suoi concerti in Italia del 2016, presentando live in anteprima mondiale il suo ultimo progetto discografico, “Black Cat”, oltre ai suoi piu’ grandi successi. Trentuno i brani in scaletta questa sera, tra vecchi e piu’ recenti successi, oltre ai brani dell’ultimo album. Sugli spalti ci sono fan di tutte le eta’, molti anche gli stranieri, a conferma della solidita’ della fama di Zucchero. Per i “10 + 1 straordinari show” sono stati venduti oltre 110.000 biglietti. Con l’artista, sul palco una super band internazionale composta da 13 elementi: Polo Jones (Musical director, bass),Kat Dyson (guitars, dobro, mandolin, bvs),Brian Auger (hammond organ C3),Doug Pettibone (Pedal Steel Guitar, dobro, lap steel, banjo, guitar),Queen Cora Dunham (drums),Nicola Peruch (keyboards),Adriano Molinari (drums),Mario Schiliro’ (guitars),Andrea Whitt (violin, mandolin, pedal steel guitar),Tonya Boyd Cannon (backing vocals),James Thompson (sax tenor, sax baritone, flute, harmonica),Lazaro Amauri Oviedo Dilout (trumpet, flugelhorn, french horn) e Carlos Minoso (trombone, tuba).

Sold out le date di oggi, 17, 18, 23, 24 e 25 settembre e restano ancora disponibili pochissimi biglietti per le gradinate non numerate degli show del 20, 21, 27 e 28 settembre. L’album “Black Out” e’ prodotto da tre grandi nomi del panorama internazionale: T Bone Burnett (Elvis Costello, Elton John, Tony Bennett e altri),Brendan O’Brien (Bruce Springsteen, Pearl Jam, Bob Dylan e altri) e Don Was (The Rolling Stones, Iggy Pop, Bob Dylan e altri),e si compone di 13 brani dalle nervature rock-blues. L’album annovera anche la collaborazione artistica di Bono, che dopo l’attentato al Bataclan di Parigi ha scritto con Zucchero il brano “Streets Of Surrender (S.O.S.)”. Inoltre, la partecipazione alle chitarre di Mark Knopfler, che suona sia nel brano “Streets Of Surrender (S.O.S.)” sia nel brano “Ci si arrende” e il contributo artistico di Elvis Costello che ha scritto la versione inglese del brano “Love Again”, dal titolo “Turn the world down” (canzone presente solo nelle versioni estere di “Black Cat”). Zucchero si dice “molto soddisfatto della band, I 13 musicisti hanno socializzato subito, c’e’ un buon feeling”. Il live e’ diviso in tre capitoli, e l’artista spiega che il primo e’ dedicato tutto a “Black Cat”. “Quando ho registrato il disco l’avevo gia’ proiettato sul live”. Il secondo capitolo riguarda gran parte di “Chocabeck”, un album “a cui sono molto affezionato, uno dei miei preferiti. La fine del secondo e tutto il terzo capitolo sono dedicati alle hit del passato, dove suono anche qualche brano che non facevo da tempo, tipo Iruben Me o Madre Dolcissima. Noi abbiamo preparato 41 brani e questa scaletta ne ha 30/31, quindi ogni sera cambiero’ almeno due o tre brani”. Quanto a Brian Auge, “e’ una lyric legend. L’ho conosciuto molti anni fa e abbiamo gia’ collaborato insieme. E’ un gentiluomo, molto umile. Sul palco gli lascio un momento tutto suo in Freedom Jazz Dance”. Nella band ci sono molte donne in figure centrali come chitarra, batteria e violino, “non e’ stata una scelta studiata. La chitarrista, Kat Dyson, canta anche, mi piace molto il suo suono molto funky ed e’ una bella persona. La corista, Tonya Boyd Cannon, e” nuova, viene da New Orleans, mi piace la sua estensione vocale (viene dal gospel). E’ divertente e positiva. Quando le dai il via inizia a fare questi balli…. E’ forte, ha un bel carisma. La batterista, Queen Cora Dunham, e” una bestia -“dice affettuosamente Zucchero – Lei e’ amica di Kat, hanno suonato insieme con Prince. Lei ha anche suonato con Beyonce’ negli ultimi anni. Kat mi ha mandato delle cose da sentire e sono rimasto folgorato. Avevo sentito anche altri batteristi, anche uomini, ma lei ha qualcosa in piu’u’. Ha l’Africa dentro.

La violinista, Andrea Whitt, e’ molto country e sul palco con me suona anche la viola nei pezzi in cui avevo bisogno di un suono piu’ caldo. Sul palco ho due batterie che bisogna far funzionare insieme, altrimenti viene fuori un casino. Bisogna armonizzarle, cosi’ si crea un suono molto dark e grosso”. Quanto alla scaletta, “e’ una scelta coraggiosa andare in giro con il disco nuovo, soprattutto iniziare con pezzi nuovi. Devo godere anch’io sul palco e con il nuovo album lo faccio. Poi comunque dopo il secondo capitolo partono i miei pezzi piu’ conosciuti, da cantare con il pubblico”. Per Zucchero, la suace’ musica da vedere: “Molti musicisti trascurano l’aspetto visivo dello show. Io penso che se devi fare uno show in giro per il mondo devi anche trovare un’immagine. Dopo l’Europa andremo anche in giro per il mondo ma non con questo show. Saro’ con la stessa band, ma con una scenografia diversa. Non ho bisogno d’altro. Qui in Europa ho voluto dare spazio anche alla scenografia perche’ sono in spazi dove me lo posso permettere. E’ una scenografia molto teatrale, che si tocca con mano e rimanda al mondo del blues”. Ai lati del palco ci sono gli occhi di “Black Cat”, un occhio a destra e uno a sinistra. Le pupille degli occhi sono degli schermi circolari. Al centro del palco, il simbolo dell’House of Blues – il Cuore di Gesu’ – e’ un maxi schermo. Ai lati, due impalcature in legno, simili alle torri petrolifere da far west. Alla destra del palco, c’e’ un microfono vintage anni ’50, con la scritta “Respect” al di sopra. A sinistra la scritta “Black Cat”. La passerella del palco e’ grezza” e sembra non finita, da vecchio cantiere industriale. “Noi pensiamo di registrare tutte le sere, sia audio che video, poi vedremo cosa farne. L’album sta andando bene e i due singoli sono andati bene”. E da oggi inoltre in radio il nuovo singolo “Voci”. “Piu’ nvecchio e piu’ rispolvero la mia terra – dice ancora l’artista – A me fa star bene, ma magari agli altri risulta palloso. Alla mia eta’ non me la sento di parlare di ragazzine. Che poi sono ragazzino nello spirito, rispetto a quando avevo vent’anni. Ma onestamente non mi sento di parlare anacronisticamente per rimanere giovane. Quindi cerco di avvicinarmi a quei pochi valori in cui credo ancora: le radici, le amicizie, l’amore di una volta che continua a mietere vittime. Oppure faccio l’asino con i doppi sensi quasi da osteria. Un conto e’ fare una cosa sola sul territorio e fare una cosa sola all’anno. Se hai da pensare a una cosa sola e’ piu’ facile dedicarsi solo a quello, ma se decidi di andare in giro devi avere ancora il fuoco acceso dentro di te”. Infine, “sto lavorando sull’House Of Blues. Sono l’unico in Italia a poter usare il marchio e lo stemma della House of Blues, il Cuore di Gesu’, a Pontremoli, nella tenuta. Quando mi saro’ rotto i coglioni di andare in giro per il mondo, faro’ cento metri a piedi e chi vuole venire a sentire viene li’…”. (AGI)

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