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La polizia carica i militanti Lgbt: volevano celebrare il gay pride a Istanbul

Per il quarto anno di seguito il governatore ha vietato la manifestazione. Proiettili di gomma verso i militanti che volevano raggiungere piazza Taksim.
Il gay pride a Istanbul.
globalist –
1 luglio 2018 –

Repressione omofoba in un paese nel quale i diritti non hanno mai avuto piena cittadinanza e adesso sono ulteriormente messi a repentaglio dal potere quasi assoluto del Sultano Erdogan, sempre più islamista: la polizia turca ha sparato proiettili di plastica contro un gruppo di una trentina di manifestanti lgbti che stava cercando di sfidare il divieto imposto dalle autorità al corteo del Gay Pride a Istanbul nella zona di piazza Taksim. Lo denunciano gli organizzatori dell’evento, che avevano annunciato l’intenzione di radunarsi malgrado il bando.

Il governatore ha vietato il corteo ‘illegalmente’ per il quarto anno consecutivo e che il bando viola la loro libertà di riunirsi. Dal 2015, il governatore cita motivi di sicurezza per spiegare il divieto, ma in precedenza le autorità turche hanno permesso che i cortei per il Gay pride si svolgessero per un decennio dal 2003. Alla manifestazione del 2014 parteciparono 100mila persone. Sebbene l’omosessualità non sia illegale in Turchia, le persone Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) sono comunque vittime di discriminazioni e crimini d’odio.

https://www.globalist.it/world/2018/07/01/la-polizia-carica-i-militanti-lgbt-volevano-celebrare-il-gay-pride-a-istanbul-2027172.html

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