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La prima guerra commerciale di Trump è contro il Canada

Il primo incontro tra Donald Trump e Justin Trudeau era apparso molto cordiale, nonostante le differenze politiche e caratteriali tra i due capi di Stato. Eppure non si può dire che il presidente canadese non fosse uomo avvisato. Uno dei tormentoni elettorali dell’immobiliarista newyorchese prestato alla politica era stato infatti il Nafta, l’accordo di libero scambio tra Usa, Messico e Canada che, secondo Trump, non sarebbe vantaggioso per Washington. O forse le continue polemiche con Città del Messico sul famoso “muro” destinato a stroncare l’immigrazione da sud avevano fatto supporre che la prima vittima del protezionismo trumpista sarebbe stato il vicino meridionale. Così non è stato e la Casa Bianca ha imposto, con effetto immediato, di sovrattasse del 20% sulle importazioni di legname dal Canada. Cinque società canadesi del settore si sono viste inoltre infliggere dazi compresi tra il 3% e il 24%. È il primo vero colpo sparato dagli Stati Uniti nella guerra al ‘dumping’, o presunto tale, annunciata dal magnate.

Prossimo fronte: i latticini

Ottawa “non e’ stato un buon vicino”, ha affermato il segretario al Commercio, Wilbur Ross, “questa decisione rappresenta il culmine di circa 20 anni di disputa commerciale tra Stati Uniti e Canada”, che ha accusato il Canada di dumping, ovvero di esportare a costi più bassi del 20% grazie a sussidi pubblici. I dazi Usa, in vigore da subito, saranno applicati in maniera retroattiva di 90 giorni. “Se il Nafta avesse funzionato questo non sarebbe accaduto”, ha detto Ross, che però sembra escludere “una guerra commerciale”: i dazi, afferma, sono misure punitive per una pratica scorretta. Quanto alla possibilita’ che con queste tariffe vengano creati più posti di lavoro negli Stati Uniti, Ross non ha saputo rispondere, limitandosi a dire che la decisione “riguarda un gran numero di persone e aziende”. Trudeau, sottolineando quanto le economie di Canada e Usa siano interconnesse, ha detto che questo “ispessimento” dei confini comporterà problemi per entrambi i Paesi. Washington, intanto, ha già avvertito il Paese confinante che il prossimo settore a venir colpito da misure restrittive potrebbe essere quello caseario. Dazi in arrivo anche per i formaggi made in Canada, se la tensione tra i due membri del G7 non si stempererà.

 

Canada has made business for our dairy farmers in Wisconsin and other border states very difficult. We will not stand for this. Watch!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 25 aprile 2017

 

Le parole dei due leader

“Il Canada è stato molto duro con gli Stati Uniti”, ha commentato Trump dopo la firma dell’ordine esecutivo. Anche il presidente americano ha detto di non temere una guerra commerciale con il Canada “perché ha un enorme surplus con gli Usa. Ogni Paese ha un surplus con gli Usa”. 

Il Canada risponderà con decisione sul commercio, ha assicurato Trudeau: “Sono gentile ma anche molto deciso nel difendere gli interessi del Canada. Reagiremo con rispetto ma in modo fermo con gli Usa per dimostrare la portata dell’integrazione tra le nostre due economie”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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