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La processione del Venerdì Santo devia per omaggiare il boss di San Michele di Ganzaria, quello che uccideva per piacere

Articolo di Lara Sirignano (Messaggero 29.3.16

“”Il vecchio boss sconta l’ergastolo al 41 bis in un carcere del nord, ma è come se dai vicoli di San Michele di Ganzaria, paese di 3.000 anime dell’entroterra siciliano in provincia di Catania, non se ne fosse mai andato. La distanza e la cella non ne hanno scalfito ruolo e peso se è vero che, come sospettano gli inquirenti, un gruppo di devoti, suoi concittadini, ha deviato il percorso della processione del Venerdì Santo per passare sotto la sua casa, in piazza Monte del Carmelo.
Un omaggio a Ciccio La Rocca, capomafia di Caltagirone, storico alleato di Nitto Santapaola, uno che, racconta il pentito Antonino Calderone, «quando ammazzava provava piacere». «Lui le vittime le strangolava – dice il collaboratore di giustizia – e dopo averle uccise le prendeva a calci, sembrava una belva». Il fercolo col Cristo Morto portato a spalla, seguito dai “lamentatori”, moderne prefiche che accompagnano con i loro lamenti le narrazioni della Passione di Gesù, si è fermato sotto l’abitazione di zio Ciccio e ha ricevuto l’applauso dei suoi familiari. «Un episodio inconcepibile», commenta il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera, che ha aperto un fascicolo, ancora a carico di ignoti, per il reato di turbativa dell’ordine pubblico. «Dobbiamo capire cosa è accaduto veramente e se ci sono eventuali responsabilità. Ho delegato le indagini ai carabinieri e aspetto una loro relazione per i prossimi giorni», spiega il magistrato.
E sulla scrivania del capo dei pm finiranno anche le riprese girate dai militari: due hanno partecipato in borghese alla processione filmando quanto è avvenuto. Una mossa decisa dal comandante della Stazione che, evidentemente, aveva già qualche timore: nei giorni precedenti al Venerdì Santo, diversi fedeli si sarebbero lamentati per la decisione della chiesa di variare, per motivi di viabilità e lavori in corso, l’itinerario storico, che passa appunto sotto casa del boss. Amore della tradizione o rispetto verso il capomafia? Nel dubbio i militari dell’Arma, videocamera alla mano, hanno ripreso tutto e dalle immagini potrebbero arrivare le risposte che gli inquirenti cercano.
Quel che è certo al momento è che, al contrario di quanto avvenuto a pochi chilometri di distanza, nella cittadina di Paternò, dove a dicembre scorso, sulle note del Padrino, per la festa di Santa Barbara, i “portatori” delle vare si inchinarono davanti alla casa di un boss del clan Santapaola, a San Michele di Ganzaria l’inchino non c’è stato.
SINDACO SENZA FASCIA
Insomma, l’omaggio al padrino sarebbe stato meno plateale, ma il peso del gesto è chiaro. Tanto che il sindaco del paese, Gianluca Petta, accortosi della “deviazione”, si è tolto la fascia tricolore e ha seguito la processione da privato cittadino. Una presa di distanze condivisa anche dal parroco del paese e dal comandante dei carabinieri ai quali il passaggio sotto la casa del boss non è piaciuto affatto. «Non so cosa ci sia dietro al cambio di percorso che era stato deciso dalla chiesa – spiega il sindaco Gianluca Petta, – sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità, ma non si può accettare il disattende delle disposizioni: il rispetto delle regole vale sempre, anche quando non ci piacciono».””

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