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La Procura conferma: c'era amianto sul tetto del capannone della Eco X

Su frammenti di lastre ondulate della copertura interna ed esterna del capannone della Eco X di Pomezia andato distrutto nel rogo di venerdì 5 maggio è stata rilevata dai tecnici dell’Asl “la presenza di amianto”. Dopo le indiscrezioni giornalistiche dei giorni scorsi, arriva la conferma della Procura di Velletri anche se non è ancora nota “l’entità di tale sostanza nociva” e, di conseguenza, non si conosce “il grado di inquinamento eventualmente generale dal cemento amianto”.  

Dati significativi sull’impatto ambientale il 12 maggio

Secondo quanto scrive in una nota il Procuratore Francesco Prete, che indaga per incendio colposo contro ignoti assieme al pm Luigi Paoletti, gli esiti delle verifiche Asl sulla presenza di amianto “saranno portati a conoscenza delle competenti autorità amministrative già nella giornata di oggi, martedì 9 maggio. Parallelamente – prosegue la nota – l’Arpa Lazio sta svolgendo altre verifiche sulla presenza nell’aria di particolato, di diossina e di idrocarburi. Sono pertanto in evoluzione i piani di monitoraggio di Asl e di Arpa al fine di valutare l’impatto delle emissioni nell’aria e sul suolo e si prevede che nella giornata di venerdì 12 maggio possano pervenire alcuni dati significativi”.

I rischi per la salute provengono dall’amianto ‘incapsulato’

Il sorvegliato speciale dopovl’incendio alla Eco X di Pomezia è il tetto: conteneva amianto “incapsulato”. Ma il trattamento che mette il materiale in sicurezza è stato sottoposto a temperature altissime con il rogo ed è da verificare se abbia tenuto o se nella nube tossica che si è sviluppata ci siano anche parti di amianto. 

L’esperto: nell’atmosfera polveri tossiche

La natura dei materiali combusti (carta, plastica e materiale di riciclo) suggerisce la possibilità di un rilascio nell’atmosfera di polveri fini e ultra-fini tipiche di ogni processo di combustione e ricche di composti potenzialmente tossici per la salute (idrocarburi policiclici aromatici e derivati, plastificanti, ritardanti di fiamma, composti organici clorurati, metalli pesanti)”. Come ha confermato all’Agi Angelo Cecinato, ricercatore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, le preoccupazioni per la salute sono giustificate così come le misure di contrqsto prese dai comuni interessati dalla nube tossica.

Procura di Velletri indaga per incendio colposo

Incendio colposo: questo è il reato ipotizzato dalla Procura di Velletri che indaga sul rogo divampato nel deposito di plastica, carta e altri riciclati all’altezza del 33 km della via Pontina. Il Procuratore Francesco Prete, che ha affidato gli accertamenti al pm Luigi Paoletti, ha deciso di assegnare ai tecnici dell’Arpa il compito di monitorare aria, suolo e sottosuolo. L’area, colpita dal rogo, sarà posta sotto sequestro. Dubbi sull’origine delle fiamme viene espresso dal sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, che intervistato da Sky Tg24  ha detto:“Ci sono indagini in corso, le notizie al momento non vengono diffuse. Attendiamo con estrema attenzione. Per quanto mi riguarda, all’autocombustione non credo. Ad autoincendiarsi sono sempre gli impianti di stoccaggio dei rifiuti e questa non può essere una coincidenza”.

Divieto di raccolta degli ortaggi

Le operazioni di pulizia straordinaria “dovranno essere assicurate a cura dei soggetti responsabili delle strutture”. Il sindaco Fucci ha poi ordinato:

  • il divieto nel raggio di 5 chilometri dal luogo dell’evento della raccolta, della vendita e del consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati
  • del pascolo degli animali 
  • dell’utilizzo di foraggi per alimentazione animale provenienti dell’area interessata ed eventualmente espostui alla ricaduta da combustione
  • di provvedere al mantenimento degli animali da cortile al chiuso, evitando il razzolamento”.

L’ordinanza prevede anche che “i prodotti ortofrutticoli derivanti dalla coltivazione nei terreni posti al di fuori della predetta area ma in zone immediatamente prospicienti, dovranno essere sottoposti prima della consumazione ad accurato lavaggio in acqua corrente e potabile; che in tutti gli edifici di comune uso personale, familiare o di lavoro, ricadenti in un raggio di 100 metri si dispone l’allontanamento dei residenti.

“Il divieto ha validità fino al termine delle operazioni di spegnimento fatta salva ogni modifica di tale termine in base ai risultati analitici sulla qualità dell’aria; in via precauzionale, una pulizia straordinaria di tutte le strade interessante dall’evento nonché delle relative pertinenze, a partire da quelle nelle immediate vicinanze delle scuole e dei luoghi pubblici maggiormente frequentati”.


Per approfondire: 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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