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La professoressa sfregiata si sente in colpa per quello che è successo

Franca Di Blasio, la professoressa di 54 anni sfregiata dall’alunno che non voleva essere interrogato, non fa che darsi la copa di quello che è successo. In una intervista a Repubblica ripete più volte che l’aggressione che le è costata 32 punti di sutura al viso e una lunga convalescenza è anche frutto di qualcosa che non ha funzionato nel rapporto tra docente e studente. Non punta il dito contro la scuola, non contro la famiglia, non contro il ragazzo che con un coltello le ha provocato una ferita di 11 centimetri. Solo una certezza: “Mai lascerò la scuola, è la mia vita, e quei ragazzi sono come figli”.

Dal letto dell’ospedale di Maddaloni dove è ricoverata dal 1 febbraio, la docente di italiano all’istituto commerciale Majorana di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta, assicura che il suo obiettivo è tornare il prima possibile in cattedra e che a quel ragazzo vuole ancora bene. “Sono molto, molto provata in questo momento. Fisicamente e psicologicamente” dice, “Non riesco a capire come possa essere successo. Non riesco proprio a spiegarmelo. È come se mi fosse crollato il mondo addosso. Qualcosa non ha funzionato. Avrò commesso un errore, non so. Mi sento di aver fallito. Il mio pensiero va sempre e soltanto a quel ragazzo”.

Secondo la ricostruzione dell’accaduto, l’aggressione è avvenuta dopo che la professoressa aveva messo una nota al ragazzo che si rifiutava di essere interrogato. “Non ho compreso cosa c’era dietro quel suo atteggiamento, non sono riuscita a prevedere la sua reazione. Ci sono stati confronti, ma niente di anormale, di quelli che avvengono sempre. Non avrei mai immaginato che fosse capace di compiere un gesto del genere. Invece, è successo l’incredibile. Non avrei mai immaginato quello che sarebbe avvenuto. Sono dispiaciuta, enormemente delusa, è come se avessimo fallito tutti noi”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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