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La questione del sito senzadime.it e della 'conta' nel Pd, spiegata

Alla vigilia della direzione nazionale, annunciata come la resa dei conti finale tra renziani e antirenziani, scoppia la battaglia sul sito Senzadime.it. Secondo il Corriere, il sito/documento ispirato dai fedelissimi dell’ex presidente del Consiglio e creato da Alberico De Luca (che si professa elettore del Pd), raccoglie un centinaio di parlamentari allo scopo di “offrire uno strumento di trasparenza sulle scelte del Pd”.

In sostanza è un elenco di quelli che sono a favore, quelli che sono contrati e quelli che non si sono ancora espressi su una ipotesi di alleanza tra il Pd e M5s. Prima con i nomi in chiaro, poi coperti da ‘omissis’.

Spaccatura in vista

I franceschiniani parlano di una pagina inaccettabile e di ‘liste di proscrizione’ e paventano la spaccatura irreversibilmente il partito. Anche il segretario reggente, Maurizio Martina, punta il dito e chiede che “il limite non venga valicato”. 

Quando in una comunità politica alla vigilia di una discussione seria che riguarda il partito e il Paese si arriva a questo, c’è qualcosa di profondo che non va. https://t.co/OmiSDwe5dH

— Dario Franceschini (@dariofrance) 2 maggio 2018

Pochi minuti dopo le dichiarazioni di Martina, dal sito — ancora attivo – svaniscono i nomi: “Alcuni esponenti del Partito Democratico hanno chiesto di chiudere questo sito che si limita a riportare opinioni espresse pubblicamente, come nelle migliori tradizioni anglosassoni, con i riferimenti e i link ai tweet e alle dichiarazioni” scrivo i promotori del documento, “Era ispirato a un principio di trasparenza democratica nelle scelte fondamentali che connotano la vita nazionale. Non intendeva dividere il Partito, ma informare gli elettori. Su ogni nome adesso troverete un ‘omissis’, vista l’intenzione dei diretti interessati a non mostrare la propria linea politica in forma aggregata”.

Un’esibizione di forza?

Resta però il fatto che si tratta, come la definisce La Stampa, di una ‘prova muscolare’. I firmatari, spiegano i promotori, rappresentano la maggioranza assoluta della direzione, 120 su 209. Una mossa che viene definita “di pace” dai firmatari dell’appello. 

In segreteria, giovedì, i promotori sono orientati a chiedere un voto sul mandato del reggente Maurizio Martina fino all’Assemblea nazionale, scrive Repubblica. E Orlando commenta su Facebook, riferendosi al documento di Guerini: “La conta promossa dai capigruppo per non fare la conta ancora non si era mai vista”. Delrio ribatte: “Nessuna conta interna, ma un appello all’unità”. E Dario Franceschini, nel commentare il sito senzadime.it, che raccoglie le liste di componenti della direzione favorevoli e contrari alla trattativa sul governo con il M5s, afferma su Twitter: “Quando in una comunità politica alla vigilia di una discussione seria che riguarda il partito e il Paese si arriva a questo, c’è qualcosa di profondo che non va”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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