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La risoluzione Unesco e l'astensione dell'Italia

di Luca Mariani

Roma – L’Unesco è l’organizzazione dell’Onu per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. La sua costituzione fu firmata nel novembre 1945. La risoluzione su Gerusalemme, che fa infuriare Israele, è stata approvata dall’apposito Comitato dell’Unesco con 24 voti a favore (tra cui Russia, Cina e Paesi arabi proponenti), 6 contrari (Usa, Gran Bretagna, Lituania, Olanda, Germania, Estonia) e 26 astensioni (tra cui Italia e Grecia).

COSA FA INFURIARE TEL AVIV?

Il fatto che nella risoluzione i luoghi sacri di Gerusalemme, inseriti dall’Unesco nei patrimoni storici da proteggere, siano stati denominati usando solo il termine arabo ‘Al Haram al Sharif’ (in italiano ‘Spianata delle Moschee’). Lo stesso luogo è denominato ‘Monte del Tempio’ dagli ebrei.

La risoluzione Unesco, il cui titolo è ‘Palestina occupata’, indica Israele come “un potere occupante”, condanna “le crescenti aggressioni di Israele, in particolare degli estremisti di destra”, disapprova “le restrizioni imposte da Israele all’accesso ai luoghi sacri”, si rammarica “per il rifiuto di Israele di concedere i visti agli esperti dell’Unesco”, si duole “per i danni causati dalle Forze armate israeliane”, deplora il progetto israeliano di costruire due linee tranviarie nella città vecchia di Gerusalemme e un ‘visitor center’ a sud della Spianata.

La risoluzione riafferma altresì che la porta di Mughrabi è “parte integrante della moschea Al Aqsa e della Spianata delle Moschee”, che le tombe dei patriarchi a Hebron e quella di Rachele a Betlemme sono “parte integrante della Palestina”. L’Unesco, infine, deplora “con forza il blocco israeliano della striscia di Gaza e l’intollerabile numero di vittime tra i bambini palestinesi”.

“GRAVISSIMA L’ASTENSIONE DELL’ITALIA”

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, attacca l’Unesco: “Dire che Israele non ha connessioni con il Monte del Tempio e il Muro del Pianto è come dire che la Cina non ha legami con la Grande Muraglia o l’Egitto con le piramidi”. Il viceambasciatore palestinese all’Unesco, Mounir Anastas, sottolinea che la risoluzione “ricorda a Israele che è una potenza occupante e chiede di mettere fine alle sue violazioni”. La Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, ritiene “gravissima l’astensione dell’Italia. L’Unesco si pone fuori dalla storia e scrive, con pesanti responsabilità dell’Italia e degli altri Paesi astenuti e favorevoli, una delle pagine più gravi e al tempo stesso grottesche della storia dell’Onu”.

LA SPIANATA, LUOGO SACRO A EBREI, CATTOLICI E MUSULMANI

La Spianata è situata dove un tempo sorgeva il primo tempio all’epoca di re Salomone (nel decimo secolo avanti Cristo). Si tratta del sito più sacro della religione ebraica e il terzo luogo più santo dell’Islam dopo la Mecca e la Medina (sulla Spianata sorge ora la moschea Al Aqsa, che può ospitare circa 5mila fedeli). Il luogo è sacro anche per i cristiani, che ricordano le visite di Gesù al tempio e le sue dispute con i sacerdoti. Dopo la distruzione del Tempio ebraico, operata dai Romani, rimangono oggi solo alcuni tratti del suo Muro occidentale di contenimento, detto appunto ‘Muro del Pianto’.(AGI) 

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