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La rivoluzione del Sinodo: Il documento finale sarà espresso dall’assemblea e non dal Papa


CITTA’ DEL VATICANO
– Papa Francesco ha deciso una vera e propria rivoluzione nel governo della Chiesa Cattolica. A partire dal Sinodo Straordinario che si apre domenica (sulle sfide attuali alla pastorale familiare) non sarà più il Pontefice a tirare le fila del dibattito sulla base delle “propositiones” votate dai padri sinodali, ma sarà il Sinodo stesso ad approvare un documento finale che sarà poi pubblicato senza modifiche da parte del Papa.Lo ha annunciato il segretario del Sinodo, cardinale Lorenzo Baldisseri. “Le propositiones – ha spiegato ai giornalisti – erano distinte su vari temi. Poi occorreva una mente che mettesse insieme le cose: noi vogliamo che invece di avere 70 proposte il Sinodo ne faccia una che includa le 70”.Questa la novità annunciata dal pontefice a pochi giorni dall’apertura del Sinodo straordinario vescovile che affronterà le tematiche della famiglia. Gli occhi dei credenti, e non solo, sono tutti puntati sulla questione della riammissione alla comunione dei divorziati risposati. I temi all’ordine del giorno sono vari, tutti quelli indicati dai credenti a seguito del questionario che il vaticano ha inviato a novembre scorso alle diocesi per chiedere ai cattolici di tutto il mondo cosa pensano della famiglia (incluse questioni controverse come la comunione ai divorziati risposati, le coppie gay, la contraccezione). L’idea innovativa di interpellare i credenti ha registrato un “alto numero” di risposte e “l’ampiezza del materiale pervenuto e senz’altro indice di quella franchezza e libertà con cui e stata condotta la consultazione”, ha detto baldisseri. Tale ampia libertà di espressione – ha proseguito il porporato toscano – caratterizzerà anche l’assise sinodale, che certamente si svolgerà in un clima di rispetto per ogni posizione, di carità vicendevole e con autentico senso costruttivo.
 

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