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La scalata di Rocco Casalino, dalla tv a Palazzo Chigi

È diventato uno degli uomini chiave del Movimento 5 stelle e pare che senza il suo consenso nulla si muova sotto il cielo della politica grillina. “Senti Rocco”, “Parla con Rocco”, “Hai già sentito Rocco?”, sono i messaggi preimpostati sui telefoni degli eletti che rispondono alle richieste dei giornali. Rocco Casalino sarà il portavoce della presidenza del Consiglio, un’ascesa notevole, da spin doctor a Palazzo Chigi, passando tra momenti difficili e successi personali.

In politica con un videomessaggio

L’uomo ombra del Movimento, racconta oggi il Corriere della Sera, è sempre stato sotto assedio: polemiche per alcune liti in tv, per il suo curriculum, per il suo ruolo nel Movimento. Eppure la sua è una storia strana, fatta di saliscendi, molto diversa da quella che può sembrare. Si racconta che per arrivare ai vertice del Movimento sia bastato un video messaggio caricato su Youtube e diretto a Grillo e Casaleggio:

“Sono Rocco Casalino, ingegnere elettronico e giornalista professionista. Vi chiedo di giudicarmi per quello che sono e di evitare i pregiudizi che mi accompagnano da molto tempo”. 

Dopo quel messaggio venne crocifisso dalla Rete, ma evidentemente, qualche volta, anche i Cinque Stelle non danno troppo retta al web. Era il 2012 e Gianroberto Casaleggio lo scelse.

Grande Fratello e ospitate tv

A leggere la sua biografia sembra che abbia vissuto più vite: “un’infanzia sfortunata in Germania, l’adolescenza in Puglia, poi la laurea in ingegneria e la notorietà col Grande Fratello”, continua il Corriere, e poi le ospitate in tv nei salotti di trasmissioni e talk show di intrattenimento. Col suo passato tra scuderia di Lele Mora e discussioni in tv, notorietà e oblio, nessuno avrebbe mai immaginato di vederlo in un ruolo di rilievo finita l’esperienza del reality più famoso della tv italiana. Conduce per quattro anni su TeleLombardia il programma mattutino di informazione, attualità. Grazie a Lamberto Sposini lavora come inviato per Telenorba,

Alla fine, finisce nel Movimento. I Cinque stelle sono la sua seconda incarnazione, ma la televisione è da sempre il suo specchio. Vuole candidarsi in Lombardia alle regionali, ma decide di fare un passo indietro.

Entra nella Comunicazione del Movimento, voluto da Casaleggio. Poco per volta sale le gerarchie. Se c’è da alzare la voce non si tira indietro e a volte lo fa esagerando, com’è successo con la conduttrice Daria Bignardi. Persino il premier Letta lo rimprovera. “Sono un attivista e un professionista, ma prima di tutto attivista. Se c’è da lottare, lotto”, ribatte. Resta il fatto i suoi li ha convinti tutti. 

L’uomo immagine del Movimento

I Cinque stelle entrano fisicamente nella mitica “stanza dei bottoni” (come la chiamò Pietro Nenni quando vi entrò nel 1964 come vicepresidente del consiglio del governo Moro) e Casalino si avvia ad essere l’uomo-immagine del premier sconosciuto. 

Oggi, anche i nemici gli riconoscono un pregio: al contrario di quelli che fanno i deboli coi forti e i forti coi deboli, più è alto l’interlocutore, più Casalino si sente pronto a un braccio di ferro. In tanti, da questo punto di vista, hanno notato una clamorosa somiglianza tra lui e Renzi.

Il modo di entrare a Palazzo Chigi, nonostante le macroscopiche differenze del caso, è stato più o meno lo stesso. Sul modo di uscirne, dirà la storia.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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