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La scienza è la nuova religione, i debunkers i suoi sacerdoti

Recentemente mi sono trovato coinvolto in diverse discussioni a tema non economico che mi hanno fatto riflettere a lungo su cosa stia succedendo oggi nella nostra società.

In particolare è stata la diatriba sui vaccini che va avanti ormai da mesi, a farmi fare diversi collegamenti con “sbufalamenti” vari, debunking, complottismo e scienza.

La diatriba sui vaccini
Da mesi va avanti uno scontro tra chi sostiene che i vaccini facciano malissimo e provochino malattie neuro-degenerative, e chi invece difende la visione comune che essi siano essenziali nella prevenzione di alcuni tipi di malattie. L’argomento è estremamente complesso ed onestamente è difficile per chiunque capirci qualcosa, perché tesi (anche paper peer-reviewed) e testimonianze che sollevano dubbi su alcuni preparati effettivamente esistono, come numerosi studi che invece dimostrano l’assoluta innocuità di tutti i vaccini.
 
E’ anche vero però, che si trovano bufale e mistificazioni della realtà da ambo le parti. La cosa che forse mi ha sorpreso di più è stato constatare che tutti quelli additati come “anti-vaccinisti” in realtà non lo siano. Di fatto, non hanno mai detto a nessuno di non vaccinarsi ma hanno mostrato delle remore nei confronti di alcuni preparati specifici oppure una forte prudenza nel trattare con leggerezza quello che, anche se non formalmente, è considerato da diversi medici a tutti gli effetti un farmaco. Sono dunque stati messi alla gogna senza un motivo preciso. Ed anche se sembra strano, la parte più violenta (verbalmente) nelle discussioni risulta sempre essere sfortunatamente quella pro-vaccini. O almeno questo è quello che ho sperimentato e notato io.
 
Alcuni mesi fa, discutendo con un vecchio compagno di liceo (molto pro-vaccino) su questo argomento, provavo a fargli notare che esistevano documenti mai smentiti e paper pubblicati che portavano alla luce dei dubbi riguardo la sicurezza di alcuni vaccini. Mi auspicavo quindi che qualche autorità si mettesse ad investigarci sopra, ancora, perché effettivamente a rigor di logica qualche dubbio sorgeva, e la mancanza di chiarezza porta sempre le persone in direzioni spesso pericolose. La mancanza di trasparenza e di una verità condivisa fa sorgere il dubbio, il vero anticipatore del “crash” dei sistemi (non solo dei mercati finanziari). E’ bastato questo (ed un paio di battute che avremmo tranquillamente fatto ai tempi del liceo) affinché questa persona, dall’alto delle sue posizioni scientifiche, mi sbattesse fuori dalla sua cerchia di Facebook. Ora, a me di Facebook frega relativamente, perché non considero relazioni o amicizie vere quelle portate avanti solo scrivendo su una tastiera. Lo uso per alcuni gruppi che si occupano di investimenti e per la pagina di Borsole, e per “sentire” gente irraggiungibile in altre maniere. Però un “WOW” mi è scappato. Bastava parlarne di questo argomento per suscitare certe reazioni? Peccato, preferivo il mio amico quando ascoltava musica rap che adesso che è diventato uno scienziato.
 
Qualche giorno fa invece, in una discussione simile, ho visto gente arrampicarsi sugli specchi fino a terminare “talebanamente” con un “è così e basta“, perché sembra che tutte le pubblicazioni (peer-reviewed) che portavo all’attenzione di un pro-vaccinista che sollevavano dei dubbi erano state fatte da delinquenti, falsari, oppure erano semplicemente inferiori (vuoi mettere X con Y?) di quelle pro-vaccino. Ho anche scoperto che per capire cosa è il mercurio, le sue forme organiche ed inorganiche e come funzionano in un organismo non bisogna essere chimici, basta “la chimica di base” (che modestia) e che 6 miliardi di dollari (il 10% di fatturato della Pfizer, report 2015 pagina 45) sono una cifra a cui una casa farmaceutica rinuncerebbe senza problemi, perché tanti soldi per noi comuni mortali, ma bruscolini per loro“. Questo, aggiunto all’irrilevante fatto che case farmaceutiche come la Eli Lilly abbiano speso circa 1,5 miliardi per finanziare partiti politici negli Stati Uniti (report 2015, pagina 80), non può dunque far sorgere alcun dubbio su un potenziale conflitto di interessi…

Capiamoci, non è che parlare con un anti-vaccinista “puro” sia tanto differente. Accadono le stesse cose, ma al contrario. La morale è che non c’è dialogo da entrambe le parti, e senza dialogo, non c’è soluzione.


Il conflitto di interessi esiste?
Fino a prova contraria, le compagnie nominate sopra si sono legittimante guadagnate ogni dollaro che appare nei loro bilanci, indipendentemente dalle personali opinioni di ognuno di noi (me compreso). Ma anche se non ci sono prove certe di complotti farmaco-massonici-corporativisti, è impossibile negare che ci siano quantomeno i fondamentali per un enorme conflitto di interessi nel settore della sanità privata.

Non ci sono solo i vaccini. Il cancro è un giro d’affari da 107 miliardi di dollari l’anno, solo di medicine. Un malato di cancro “vale” di medicine dai 3000 ai 7000 dollari all’anno. Quello che mi interessa anche qui, non è capire se i farmaci della medicina convenzionale funzionino oppure no, ma che con una tale mole di denaro (e una società come la nostra) non si può essere sicuri al 100% che tutto ciò che vediamo venga fatto per il bene dell’umanità.

Quando quindi sorge il dubbio perché chi dovrebbe, non da risposte esaurienti, è difficile poi fermare la valanga…
 
 
Come per l’11 settembre
Le diatribe sui vaccini ricordano molto quelle sull’undici settembre. Anche se in questo caso le tesi che vanno contro quella ufficiale sono molto più forti e poggiano su basi più solide, e l’argomento è molto più maturo e tangibile di un vaccino dove tutti si sperticano per dire cosa ci sia dentro senza in realtà saperlo per certo (incluso il sottoscritto).
 
Ma le tecniche di denigrazione da entrambe le parti sono spesso le stesse, solo l’ago della bilancia pende in favore dei “complottisti”, visto che la versione ufficiale fa acqua da tutte le parti, ed è stata anche cambiata nel tempo proprio a seguito di una serie di imprecisioni puntualmente riportate da chi si occupava della faccenda. 
 
Personalmente scrissi un post che si occupava della questione dal punto di visto economico, discutendo la potente inversione del cambio EUR/USD che si stava realizzando in quegli anni. Chi fosse interessato può trovarla qui.
 
Qui invece, c’è un documentario fatto molto bene che tratta l’argomento. Se qualcuno ne conoscesse uno che sostiene la versione ufficiale utilizzando lo stesso tipo di prove, è esortato a segnalarmelo, perché cerco materiale in questo senso ma non lo trovo. Astenersi chi usa come prova certa i documenti del governo americano, che sono quelli sotto accusa.
 
Il debunking amico dei politici
Arriviamo così al debunking, quello che in Italia potrebbe essere tradotto come “sbufalamento” (delle notizie false). Quello che però è nato e che poteva crescere come una essenziale risorsa che veniva in aiuto della verità, si è trasformato oggi in un sostegno a tutto ciò che è “ufficiale”, indipendentemente dalle conclusioni. Non mi risulta infatti che esistano casi in cui un debunker abbia cercato di scoprire la verità, invece di difendere in ogni caso e ad ogni costo le versioni governative o lo status quo. Sarà un caso, ma in questi tempi in cui circolano notizie false soprattutto da parte dei vari governi, i debunkers stanno diventando grandi amici dei politici. 

Ad esempio, l’onorevole Boldrini ha detto chiaro e tondo che parlerà con questi esperti per controllare il proliferare di notizie false, o come è già successo, non allineate o che ledono l’immagine dell’unione europea. Speriamo bene, perché il confine tra la verità ed il Ministero della Verità (la propaganda) di Orwelliana memoria è molto sottile.
 
La tecnica preferita dai debunkers è quello di rifarsi alla scienza ufficiale (solo quella che conoscono loro ovviamente), abolendo se necessario anche la logica, le leggi della fisica (come accade nelle discussioni sull’undici settembre) o le scoperte scientifiche precedenti.
 
Ma la tecnica più subdola è quella che io chiamo del “calderone magico”, o della “amanita tra i porcini”, o della “mela marcia nel cesto” che richiama alla lontana una delle principali regole della matematica secondo la quale quando moltiplichi vari numeri positivi tra di loro, basta metterne nella catena uno negativo per avere l’intero risultato negativo.
 
Così basta discutere, nello stesso luogo in cui “sbufali” quelli che credono che la Finlandia non esista o che la Terra sia piatta, anche di 11 settembre, vaccini, conflitti di interessi in unione europea, per far credere alle persone che qualsiasi argomentazione trattata sia ovviamente una bufala.

In generale, se qualcuno ritiene che dei dubbi supportati da fatti non siano sufficienti per porsi quantomeno delle domande, ricordo ad esempio che tutto il casino fatto sul TTIP verteva specialmente sul problema che in Europa vigesse il principio di precauzione, mentre in USA no. Questo rischiava di farci sommergere da immondizia solo supposta sicura, in quanto nessuno aveva dimostrato che facesse male anche se ve ne era il sospetto.
 
 
La scienza
Dietro tutte le strenue difese ho notato sempre un elemento comune: la scienza! E’ così perché c’è il paper, perché lo ha detto l’esperto, o direttamente perché lo dicono gli “scienziati”. Non ci sono più dubbi, tutto è certezza, e come disse Aristotele nella Metafisica, oramai abbiamo inventato tutto quello che c’era da inventare per il benessere dell’uomo, quindi curiamoci lo spirito!
 
Lungi da me criticare chi è esperto nel proprio lavoro, al contrario, noto purtroppo che gli italiani da 60 milioni di commissari della nazionale oggi si sono tutti trasformati in scienziati, ma si vede che non lo sono.
 
Lo scienziato infatti, quello vero, vive in simbiosi col dubbio e col pensiero del rapporto rischio/beneficio, ed ha la famosa frase di Socrate, io so di non sapere“, stampata a fuoco nel cervello.
 
Col dubbio ci convive perché ogni cosa che scopre è spesso vera al netto di una percentuale di errore (il famoso p-value), e quindi sa che la realtà empirica potrebbe mostrargli un giorno il contrario.
 
Sa che serve un rischio basso ed un beneficio alto affinché la sua scoperta serva a qualcosa.
 
Sa che quando pensa di aver scoperto la particella più piccola esistente, arriverà qualcun altro a correggerlo trovandone una ancora più piccola.
 
In particolare quest’ultimo punto, mette in risalto come chi faccia una scoperta non sia un cazzone perché c’è la possibilità che qualcun’altro possa correggerla in futuro, ma lo diventerà sicuramente se si ostinerà a difendere ad oltranza le sue posizioni perché le ha pubblicate su qualche giornale, quando anche alla prova dei fatti e della logica la sua scoperta andrebbe rivista. L’umanità non progredisce solo perché si costruiscono nuove conoscenze su quelle precedenti, ma anche perché parte delle conoscenze date per scontate vengono messe in discussione, migliorandole.

Oggi invece si brandisce la scienza come una volta i crociati brandivano il crocefisso!
 
Non vi è alcuna differenza nel profondo. Ognuno prende il pezzo di scienza che preferisce (spesso non capendoci una fava), come i sacerdoti si sceglievano il versetto della Bibbia più appropriato al sermone del giorno, e lo usano a loro piacimento.
 
Una religione sta prendendo il posto di un’altra che sembra aver fatto il suo tempo, sminuita proprio dal progresso tecnologico che la sta facendo passare di moda. Ma l’essere umano è sempre lo stesso ed ha bisogno di una guida, di certezze, perché l’ignoto continua a spaventarlo. Ecco allora che il nuovo rifugio si mostra nella “scienza”, dove guidati dagli pseudo-scienziati di oggi (o dai debunkers) l’uomo ritrova la sicurezza, abbandonando tutto il resto che lo rende umano, come la logica e il pensiero.

Tutto ciò è terribile. La comunità scientifica che ci ha permesso di “smettere di pulirci il culo con le pigne” (parafrasando il grande Ruggero) appare oggi disunita su parecchi temi. Ciò mette in ombra la parte sana di essa, che rischia di essere oscurata da quella avvelenata dai conflitti di interesse e dal potere.

La scienza non è democratica“, dicono in molti. Certo.

Ma se non è trasparente, non da seguito con chiare dimostrazioni empiriche, e va contro la logica più elementare, che scienza è?

Quando due scienziati si esprimono in maniere opposte sullo stesso argomento, deve avere ragione per forza la “comunità scientifica”? Allora dobbiamo buttare Galileo in un pozzo di nuovo e tornare a credere che il sole giri intorno alla terra, perché ai tempi era una voce fuori dal coro.

E la scienza neoliberista che dice che l’euro è stata una salvezza che ci ha reso tutti più ricchi, quando alla prova dei fatti ha impoverito mezza Europa e costretto l’ISTAT a smettere di pubblicare le statistiche sui suicidi economici? Quella che scienza è? E gli economisti di siffatta scienza, che non ne hanno azzeccata una, hanno fatto bene a deridere ed insultare gli altri economisti in minoranza (o i blog tipo Borsole)? E oggi che si comincia a delineare la verità sull’unione europea, non dovrebbero almeno scusarsi? 
 
Conclusione
A parte le conclusioni generali che potete trarre da soli, vorrei farvi riflettere sul fatto che l’investitore o il trader serio possiede molti tratti in comune con lo scienziato. Deve sapere di economia (che è una scienza e non qualcosa campato per aria), deve lavorare con le probabilità e il rapporto rischio/beneficio e mettere in dubbio che le sue capacità siano già “al top“.
 
Altrimenti diventerà un servo del sistema, uno di quelli che compra e vende perché ha letto qualche notizia sul giornale di turno, dove scrivono tutti gli esperti, sia i buoni che i cattivi.
 
Senza mettersi in discussione ogni volta, e vagliare le informazioni che riceve, sarà destinato a perdere in favore di quelli che, con molta umiltà, sono scienziati veri.
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