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La settimana della riscossa

Di Piergiorgio Odifreddi –

La Grecia ha dato il segnale. Nei giorni in cui Mario Draghi ha annunciato che la Banca Centrale Europea effettuerà l’ennesimo supertravaso di miliardi nelle casse delle banche, finanziato con i sacrifici imposti ai lavoratori del continente dagli ukaze della stessa Banca Centrale Europea (vedi lettera del 5 agosto 2011 al governo italiano firmata dallo stesso Mario Draghi), un paese ha finalmente detto: “Basta”.

E l’ha detto non nella maniera sguaiata e distruttiva del Movimento 5 Stelle o di Alba Dorata, ma nella maniera articolata e propositiva del Syriza di Tsipras. La stessa che era stata proposta anche in Italia alle elezioni di due anni fa, senza ricevere nessuna attenzione dagli elettori polarizzati verso i partiti tradizionali: quelli giustamente da rottamare, e quello che giustamente diceva che li voleva rottamare, salvo poi allearsi ingiustamente con loro sottobanco nel patto segreto e mafioso tra Renzie Berlusconi.

Forse ora, sull’onda del successo greco, anche in Italia si potrà fondare un partito analogo a quello di Tsipras, che attiri verso di sé coloro che sono disgustati dalle politiche europee, ma anche dall’inconsistenza dilettantesca dell’opposizione grillina, e dal trasformismo gattopardesco di un presidente del Consiglio del quale finalmente qualcuno a sinistra ha cominciato ad avere il coraggio di dire che è peggio di Berlusconi.

Il primo passo verso la fondazione di un nuovo partito potrebbe essere l’affossamento di Renzi nel “grande gioco” per il Quirinale, che da bravo democristiano egli sta conducendo secondo le putride regole della prima Repubblica. Se i morti viventi della minoranza del suo partito, finora capaci soltanto di vuote lamentele, troveranno il coraggio di coalizzarsi per pugnalarlo in aula nello stesso modo in cui sembra che lui abbia pugnalato Bersani, il Partito Democratico potrebbe finalmente esplodere e dissolversi. E dalle sue ceneri potrebbe forse finalmente risorgere un partito moderato e progressista degno di questo nome.

Giovedì inizia la resa dei conti con l’imbonitore-traditore, e il momento è fatidico. Se Renzi non verrà affossato questa settimana, inizierà un nuovo ventennio: il terzo della nostra storia. Ma pochi potranno lamentarsi del nuovo regime, perché quasi tutti gli Italiani hanno sulla coscienza un voto dato alle persone sbagliate: a partire, ovviamente, da Renzi, Berlusconi e Grillo.

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2015/01/26/la-settimana-della-riscossa/

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