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La settimana santa

Gli eventi risolutivi della vita di Gesù si svolgono nell’arco di 7 giorni, con inizio la Domenica delle palme e finiscono con la risurrezione fra il sabato e la domenica successiva.

L’episodio che avviene nella cosiddetta Domenica delle palme è forse l’episodio più indecifrabile dei Vangeli.

Dopo una trattazione in cui non si evidenzia nessun carattere messianico, il protagonista della storia viene osannato in un ingresso trionfale a Gerusalemme come il nuovo Messia ebraico.

Mi viene in mente la costruzione drammatica che viene utilizzata nel film Jesus Christ Superstar in cui si contrappone il trionfo e la gioia di questo giorno per esaltare la tristezza e il dolore di quello che avverrà una settimana dopo.

Eventualmente si poteva pensare ad un messianismo di tipo sacerdotale, non certo politico e di potere terreno, come invece risulterà dall’accusa al processo.

E, diciamo la verità, anche la descrizione di questo trionfo è abbastanza anomala. Un Messia che entra trionfante su … un asino, anzi due.

Come avviene in altri passi si utilizza un riferimento veterotestamentario, ma anche se la ragione è questa, perché vengono citati gli asini?

Non è certamente una cavalcatura regale e si affaccia l’ipotesi che sia un riferimento allegorico e che voglia ricordare l’aiuto che Dioniso riceve dagli asini per attraversare una palude, asini poi messi in cielo nella costellazione del Cancro. Non per niente San Cristoforo il portatore di Cristo veniva rappresentato con una testa d’asino.

 

Qualche giorno dopo, il giovedì, Gesù manda i discepoli ad incontrare un uomo con una brocca d’acqua che indicherà loro il luogo dove tenere l’incontro che avrà una valenza fondamentale nella teologia cristiana.           Marco e Luca quindi ci raccontano lo svolgimento di una cena, definita ultima solo perché avviene prima della crocifissione, ma non ne avvengono altre precedentemente e questa cena avrà infatti un significato particolare per la religione cristiana: “La sera si celebra la messa in Coena Domini, nella quale si ricorda l’Ultima cena di Gesù, l’istituzione dell’eucaristia e del sacerdozio ministeriale, e si ripete la lavanda dei piedi effettuato da Cristo nell’Ultima cena.”

La lavanda dei piedi viene riportata solo da Giovanni: «Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.» (Giovanni 13,12-15)

Peccato che lo stesso si faceva durante i saturnali romani.

https://www.bsw.org/biblica/vol-80-1999/la-lavanda-dei-piedi-di-gv-13-1-20-il-romanzo-di-esopo-e-i-saturnalia-di-macrobio/323/

Marco e Luca ci danno invece un indizio fondamentale per capire la teologia cristiana. Un uomo con una brocca d’acqua indicherà dove tenere la cena.           Non esistono in questo caso riferimenti al Vecchio Testamento per cui la presenza di questo “acquario” è assolutamente originale, fa parte della nuova e vera teologia cristiana legata al passaggio delle Ere. Un approfondimento in questo breve articolo ci porterebbe troppo lontano per cui chi voglia approfondire questa ipotesi può trovare una completa spiegazione in KRST – Gesù un mito solare.

Il Venerdì santo è tradizione effettuare il pio esercizio della Via Crucis.           Le tappe di questo percorso sono 14

1 Gesù è condannato a morte 2 Gesù è caricato della croce 3 Gesù cade per la prima volta 4 Gesù incontra sua Madre 5 Gesù è aiutato a portare la croce da Simone di Cirene 6 Santa Veronica asciuga il volto di Gesù 7 Gesù cade per la seconda volta 8 Gesù ammonisce le donne di Gerusalemme 9 Gesù cade per la terza volta 10 Gesù è spogliato delle vesti 11 Gesù è inchiodato sulla croce 12 Gesù muore in croce 13 Gesù è deposto dalla croce 14 Il corpo di Gesù è deposto nel sepolcro

stranamente come 14 sono i giorni che passano dalla luna nuova alla luna piena quando si giunge alla Pasqua di risurrezione di Osiride.

In questo giorno avvengono numerosi episodi che si prestano ad osservazioni non canoniche.           Per prima cosa Gesù è soggetto ad un processo assurdo in piena notte che tralascio di illustrare in quanto genererebbe fiumi di inchiostro e mi soffermerò solo su alcuni episodi di contorno.

Nella descrizione della salita al calvario avviene il trasporto della croce che ricorda in modo eclatante il Transitus mitraico: Mitra che trasporta sulle spalle il toro morto.

La stessa crocifissione può essere assimilata alla tauroctonia mitraica in quanto il sacrificio di Gesù ha lo stesso significato del sacrificio del toro nel mitraismo. https://www.academia.edu/11255866/Cristianesimo_e_Mitraismo

 

La presenza di due malfattori sul Golgota accanto a Gesù appare funzionale alla descrizione dell’antico mito: uno buono, che salirà al cielo con Gesù, e uno cattivo che sarà precipitato nell’Ade, a rappresentare l’antica dicotomia del bene e del male che ha guidato tutta la teologia solare precedente.

Nel Sabato santo a mezzogiorno nella chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme si rinnova il grande miracolo della Luce Santa che si accende spontaneamente. Ecco come Dupuis riportava il miracolo due secoli fa: “tutti gli anni il vescovo di Gerusalemme si chiude in una piccola grotta chiamata sepolcro di Cristo. Egli è dotato di alcuni pacchetti di piccole candele; con un acciarino accende il fuoco; allo stesso tempo avviene un’esplosione di luce, simile a nostri fuochi pirotecnici, per far credere alla gente che il fuoco sacro è caduto dal Cielo sulla Terra. Dopo di che, il vescovo esce dal caveau esclamando: Il fuoco è sceso dal Cielo e la sacra candela si è accesa

Da noi la resurrezione di Cristo si celebra già la notte di sabato attraverso la liturgia del fuoco: al fuoco nuovo si accende il cero pasquale, che viene portato processionalmente in chiesa; durante la processione si proclama La luce di Cristo, e si accendono le candele dei fedeli.           All’arrivo al presbiterio il cero è incensato e si proclama l’annuncio pasquale: la risurrezione della luce.

 

Domenica di Pasqua

Al mattino della domenica, a metà del secondo giorno dopo la morte in croce, viene scoperta la tomba vuota. Restano incomprensibili le dizioni “dopo tre giorni” o “al terzo giorno“.

Una sottrazione del corpo dalla tomba viene ipotizzata nell’apocrifo di Pietro:10,38-39 “e mentre spiegavano loro quanto avevano visto, scorgono ancora tre uomini uscire dal sepolcro: i due reggevano l’altro ed erano seguiti da una croce”           E, se dobbiamo credere a Paolo, la risurrezione era messa in dubbio già nel primo secolo: 1Corinzi 15,12-17: “Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come mai alcuni di voi dicono che non c’è la risurrezione dei morti? […] Se infatti i morti non risuscitano, neppure Cristo è stato risuscitato; ma se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati.”

L’episodio della Matrona di Efeso, nel ‘Satyricon’ di Petronio, ci mostra, anzi, che questi dubbi erano abbastanza diffusi.           Come pensare diversamente? visto che anche Matteo ipotizza: Mt 28,13-15: “Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo“.

Indipendentemente dalla testimonianza cristiana sulla risurrezione del proprio dio, il motivo della risurrezione è elemento comune a diverse precedenti religioni ed è legato alla risurrezione della natura che veniva festeggiata con i riti di rinascita legati all’equinozio di primavera. Questo articolo cerca di focalizzare meglio come era inteso questo particolare momento dell’anno allegorizzato nei vangeli con il tema della risurrezione http://apocalisselaica.net/una-pasqua-di-duemila-anni-fa/

 

© 2011 Pier Tulip

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