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La sfida dei russi laici di Ashdod a Israele: negozi aperti di sabato

E il governo punisce la disobbedienza civile con le multe.
Pubblicato il 04/02/2018 –
davide Lerner –
Tel Aviv –

Hanno deciso di disobbedire alla legge secondo cui è obbligatorio chiudere gli esercizi commerciali di sabato, e la municipalità di Ashdod ha risposto sguinzagliando pattuglie di poliziotti per fargli le multe.

I russi laici della cittadina portuale nel sud di Israele, che di solito sale agli onori delle cronache nazionali solo quando piovano i razzi dalla vicina Gaza, tutto si aspettavano tranne che diventare protagonisti di una battaglia culturale che investe tutto il paese.

Ma la reazione di pancia di una popolazione perlopiù composta da immigrati dall’ex Unione Sovietica, una componente demografica tradizionalmente laica, è stata quella di scendere in piazza contro la decisione del sindaco di applicare il divieto all’apertura dei negozi di sabato senza deroghe.

La resa dei conti è arrivata ieri, in occasione del santo Shabbat in cui la legge religiosa ebraica prescrive di astenersi dal «negozio», oltre che dall’uso di soldi o mezzi di locomozione, e la municipalità ha risposto col pugno duro alla disobbedienza dei negozianti.

«Possono farmi tutte le multe che vogliono ma io non posso permettermi di non lavorare di sabato», dice Mikhal, che è arrivata in Israele diciotto anni fa quando ancora si chiamava Tatiana. «E’ una legge che danneggia l’economia oltre che violare le libertà di noi laici, assecondando la prepotenza dei religiosi», dice, mentre fuma una sigaretta davanti al supermercatino dove lavora.

In realtà la legge che proibisce di lavorare di sabato in Israele c’è sempre stata, e riguarda tutti i comuni del paese. Quello che sta cambiando, per volere del Ministro degli Interni religioso Aryeh Deri, è lo spazio di manovra che le amministrazioni locali hanno per dribblare il divieto statale.

«Fino ad oggi i comuni sono stati liberi di applicare la legge in maniera più o meno severa», spiega l’analista israeliano di Haaretz Anshel Pfeffer. «Con la legge passata nelle scorse settimane, in teoria il Ministro degli Interni Aryeh Deri potrebbe imporre un’applicazione severa della norma da parte delle autorità locali».

Il sindaco di Ashdod Yehiel Lasri, che appartiene al “Likud” del premier Benjamin Netanyahu, ha reagito alla cosiddetta “hok hamarcolim” (legge dei super-mercatini) mettendosi subito in regola. L’intenzione era quella di accontentare l’elettorato ultra-ortodosso della città, più potente della propaggine degli ex sovietici anche se numericamente inferiore, e prevenire i possibili strali del Ministro religioso Deri.

Tutt’altra la posizione del sindaco di Tel-Aviv, Ron Huldai, che non intende discutere l’esenzione dalla legge sullo Shabbat della città più libertina di Israele.

La questione è già arrivata sul tavolo della Corte Suprema, che ha dato ragione al potente sindaco, ed è improbabile che venga rimessa in discussione malgrado i nuovi poteri conferiti a Deri dalla nuova legge.

Nel frattempo la protesta dei negozianti di Ashdod spariglia le carte della politica nazionale israeliana. Il ministro della Difesa Avigdor Lieberman, oltre a quello dell’Istruzione Naftali Bennett, rappresentano una destra sciovinista ma laica e si trovano improvvisamente in rotta di collisione col Primo Ministro alleato Benjamin Netanyahu.

Bibi, questo il nomignolo israeliano del premier, ha sostenuto la “legge dei super-mercatini” non tanto perché abbia a cuore il rispetto di codici religiosi ortodossi, quanto per accontentare il religioso Deri da cui dipende la tenuta del governo.

Avigdor Lieberman, il ministro della Difesa di origini moldave, è la figura di spicco più attiva nel sostenere la protesta dei negozianti di Ashdod. Per dimostrare la propria solidarietà nei loro confronti si è fatto immortalare con un carrello della spesa mentre faceva la spesa proprio nella giornata del santo Shabbat.

http://www.lastampa.it/2018/02/04/esteri/la-sfida-dei-russi-laici-di-ashdod-a-israele-negozi-aperti-di-sabato-O7la6VtVX8NlDdwhgihnYJ/pagina.html

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