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La sorpresa è l'incontro con un gruppo di profughi

Il programma delle giornate torinesi di Papa Francesco si arricchisce di giorno in giorno di nuovi incontri e c’è anche molta attesa per probabilissimi «fuori programma». In particolare, nella seconda giornata torinese, lunedì 22 giugno, dopo la visita al Tempio Valdese e al termine dell’incontro con i suoi familiari, il Pontefice incontrerà in arcivescovado una delegazione di una ventina di profughi e rifugiati.
L’annuncio l’ha dato ieri l’arcivescovo Nosiglia, al termine della presentazione dell’Happening degli oratori e dei giovani. «Stiamo ancora mettendo a punto i dettagli dell’incontro, la delegazione di rifugiati che parteciperà sarà numerosa – ha spiegato monsignor Nosiglia – e anche questo incontro è un segnale di attenzione, accoglienza e disponibilità di Papa Francesco che parla con i fatti più che con le parole, come dimostra tutta la sua visita a Torino, improntata su fatti e su gesti fortemente incisivi».

Il pranzo
Un altro gesto fortemente simbolico sarà il pranzo di domenica, dopo la messa in piazza Vittorio, con i giovani detenuti del Ferrante Aporti accompagnati da don Domenico Ricca, il salesiano cappellano del carcere minorile. Ma i giovani detenuti non saranno i soli invitati al pranzo. «A tavola, in episcopio, ci sarà anche una numerosa famiglia rom e alcune persone senza dimora», ha detto l’arcivescovo.
Un altro incontro torinese di Bergoglio, di cui monsignor Nosiglia ha precisato i particolari, è quello con i disabili e gli ammalati, al Cottolengo, a cui saranno presenti molti giovani visita nell’ottobre scorso malati, una decina dei quali colpiti dalla Sla. “Papa Francesco si intratterrà per un’ora e mezzo con i malati e parlerà con ciascuno di loro», ha precisato l’arcivescovo. Un altro momento non annunciato in precedenza e il saluto che i bambini degli oratori faranno a Papa Bergoglio in piazza Solferino prima della partenza alla volta di Caselle. (M. T. M.)

(La Stampa 14 giugno)

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