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La storia di sesso di Oxfam è orribile. Una guerra contro gli aiuti esteri

Ma  un comportamento predatorio da parte di operatori umanitarifunzionari ONU  e volontari di Oxfam , è assolutamente repellente e nella specifica deprimente. Che possa esiste qualcuno che va nei luoghi più disperati della terra per cercare persone vulnerabili e sfruttarle senza conseguenze, mentre predica la propria voglia di fare del bene– magari fino al punto che quelle persone vulnerabilici credono –  basterebbe a molti per perdere ogni fiducia nei Project Human.

Lascia tutti annientati l’assoluta inutilità di andare a  ricostruire per aiutare chi ne ha più bisogno, se in mezzo a chi ricostruisce si sono infiltrati dei parassiti che rendono ancora più angosciosa l’angoscia di quella gente. Quando Caroline Thomson, la presidentessa dei fiduciari di Oxfam, ha parlato della sua “rabbia e vergogna”, abbiamo potuto sentire tutta la sua impetuosa devastazione.  Si è andato oltre quello che si dovrebbe sapere sulla salvaguardia e sulla trasparenza, si è andato oltre la promessa di trovare un migliore equilibrio tra gestione della reputazione e una condotta onorevole.

Ma neanche questo risolve niente e non aiuta nessuno. Nessuno il cui vero interesse sia il bene delle ragazze e delle donne di Haiti e del Ciad, vorrebbe vedere gli operatori umanitari levare le tende e tornarsene a casa. C’è un principio dietro gli  aiuti internazionali: che non è un modo gentile della diplomazia per ravvivare gli interessi della Gran Bretagna, come  dice Boris Johnson, né un modo per  “dare un impulso a crescita e sviluppo” e trovare migliori partner commerciali, come diceva David Cameron. È la manifestazione di un imperativo morale che spinge l’Uomo ad  aiutare un altro Uomo che si trova in uno stato di disperato bisogno, sia che si tratti di disastri naturali o di violenza generata dall’uomo stesso.

Per lo più ci arrangiamo  e prendiamo un atteggiamento che oscilla tra benevolenza, delegare e far finta di non vedere, ma contiamo sugli aiuti – contiamo sul budget  previsto  dal Dipartimento per lo Sviluppo internazionale, sulla raccolta fondi di Oxfam  e  su tant’altro –  perché non mandare gli aiuti, significa che certi aiuti arriveranno in un altro modo e tutta la fatica che servirebbe per non vedere in faccia la povertà globale senza fare niente, psicologicamente diventerebbe troppo estenuante.

Quindi no, non ci troviamo di fronte a una cospirazione dei media di destra contro Oxfam: non c’è nessun motivo morale per scoprire uno scandalo ad Haiti e non pubblicarlo. Il fatto che Oxfam sia stata a lungo una spina nel fianco del governo, che ha attaccato il capitalismo globale poco prima di Davos, e che fu biasimata pubblicamente nel 2014 per aver spiegato in modo perfettamente legittimo che i tagli ai benefits, i contratti a zero ore e la sottoccupazione stavano creando le premesse per una “tempesta perfetta”  di povertà nel Regno Unito, non è nemmeno una coincidenza. È dubbio che un qualsiasi ente di beneficenza che abbia a cuore i problemi della povertà nel Regno Unito possa guardare a questo governo senza fare qualche critica sulla sua politica che porta all’impoverimento. Ma questo non basta per focalizzare tutti i commenti sulla gestione della beneficenza e inquadrarli nella categoria della vendetta.

Priti Patel, che è stata segretaria allo sviluppo internazionale,  ha dichiarato al Sun, che si sta cercando di allargare la macchia all’intero establishment,  chi era ai più alti livelli sapeva di queste storielle” . Lei era ai più alti livello a quel momento, se gli altri lo sapevano, è possibile che anche lei lo sapesse. Se non lo sapeva, come fa a sapere che gli altri sapevano? Come sempre, il vantaggio politico che cerca di ricavare con questa sua uscita non è chiaro, ma il suo messaggio non è: tutta questa storia è poco chiara, cominciando dalle organizzazioni benefiche per finire al governo, che cerca di tenersene fuori.

Jacob Rees-Mogg è stato più diretto, quando è arrivato a Downing Street lo scorso venerdì per dire come la pensano i 100.000 lettori del Daily Express secondo cui gli aiuti esteri sono una “follia” che deve essere interrotta. Trevor Kavanagh, scrivendo nel Sun, tira una linea diretta tra lo scandalo sessuale e gli “arroganti fund-raisers” che credono di essere al di sopra della legge, avendo “insieme al Guardian e alla BBC [parole sue] un alto profilo morale”. È una visione del mondo in cui l’altruismo concede anche la facoltà di compiere abusi, porta all’audacia di credere che una persona che può e deve aiutare un’altra persona,  la metta su un piedistallo  superiorità, che può aprire una crepa nella morale e giustifichi anche la violenza sessuale su ragazze che possono anche essere minorenni.

Lo scandalo  Oxfam è diventato un nuovo fronte in una guerra culturale: qualsiasi aiuto che non sia uno strumento geopolitico o commerciale è ipocrisia. Chiunque lavora negli aiuti umanitari è contaminato. È una politica di annientamento, alla quale l’unica risposta è tornare ai principi originali: dovremmo fermare la “pazzia” degli aiuti all’estero? Solo se vogliamo abbassarci alla follia dell’isolamento solipsistico.

 

 

Zoe Williams

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

https://comedonchisciotte.org/la-storia-di-sesso-di-oxfam-e-orribile-una-guerra-contro-gli-aiuti-esteri/

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