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La storia passa anche per la tavola. Cosa mangeranno  Kim Jong-un e Moon Jae-in

Venerdì 27 aprile è il giorno del già storico incontro tra i presidenti delle due Coree, Kim Jong-un e Moon Jae-in, che cercheranno – con uno sforzo senza precedenti – di ravviare la riconciliazione dei due tronconi di un Paese diviso dal 1953.

Da allora Pyongyang e Seul sono ancora formalmente in guerra e il primo obiettivo è cercare di trasformare l’armistizio in qualcosa in più. E, come, per ogni grande occasione, c’è un menu curato al dettaglio che è stato rivelato dalla presidenza della Corea del Sud. E che contiene un importante dettaglio rivelatore del passato del dittatore nordcoreano.

Durante la cena di benvenuto (l’incontro avverrà in territorio sudcoreano), a Kim Jong-un verrà infatti servito un rösti svizzero, un piatto a base di patate fritte che – nell’intenzione degli addetti al cerimoniale – intende ricordare i tempi trascorsi da ragazzo nella confederazione elvetica. Si tratta quindi della conferma ufficiale di un dettaglio della vita di Kim che finora era considerato piuttosto assodato ma mai comprovato: l’allora erede al trono socialista di Pyongyang fu educato sotto pseudonimo in Svizzera, come raccontarono alcuni ex compagni di scuola e insegnanti.

Anche la portata che verrà servita a Moon, un pesce San Pietro al forno, è un omaggio ai suoi anni verdi trascorsi nella città portuale di Busan. Entrambi invece gusteranno un naengmyon (spaghetti freddi in brodo di carne gelato) proveniente da Okryu Gwan, il più rinomato ristorante di Pyongyang, talmente celebre da avere filiali in Cina e addirittura a Dubai. A prepararlo sarà il capocuoco di Okryu Gwan in persona, che si unirà alla delegazione nordcoreana che passerà il confine. 

La cena verrà annaffiata da un vino di azalee e da una bottiglia di munbaeju, un forte distillato (40% di gradazione) nato a Pyongyang ma diffusosi ampiamente anche al Sud. Perché, come sa chiunque abbia fatto viaggi d’affari in quell’area, nell’Estremo Oriente si beve forte anche e soprattutto durante le occasioni ufficiali. Secondo la filosofia locale, non ci si può davvero fidare di qualcuno finché non lo si sia visto alzare un po’ il gomito. Ergo, in munbaeju veritas.

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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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