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La strategia del Campidoglio e di Acea per non lasciare Roma a secco

Incrementare i prelievi di acqua da fonti alternative e far slittare lo stop a quelli dal lago di Bracciano, almeno fino a lunedì 31 luglio. E’ la strategia abbozzata durante la riunione tra il Comune di Roma, Acea e Regione Lazio, ma su cui ancora non c’è accordo.

Al via la cabina di regia, ma i tempi sono stretti

Secondo il quotidiano Il Messaggero, la questione è stata affidata a un tavolo tecnico che la affronterà da subito, anche per scongiurare il razionamento dell’acqua che potrebbe essere irrinunciabile se davvero Acea dovesse smettere di attingere alla riserva strategica di Bracciano a partire da venerdì 28. Una imposizione della Regione Lazio contro cui Acea ha già presentato ricorso.

Soddisfatti dell’incontro di martedì sera al Palazzo Senatorio il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e il presidente di Acea Luca Lanzalone. Al vertice non ha partecipato il presidente della Regione, Nicola Zingaretti. 

Esclusi i ‘sindaci del lago’

Indignati i sindaci di Bracciano, Anguillara e Trevignano: i tre comuni che si affacciano sulle sponde del lago che ha visto il livello delle acque scendere al limite della soglia di guardia. I tre primi cittadini, riporta ancora il quotidiano romano, si sono ritrovati fin dal primo pomeriggio di martedì in Campidoglio per partecipare al vertice dal quale però sono stati esclusi,. 

Scende in campo ance la Lorenzin, “non tagliate l’acqua agli ospedali”

Come riporta l’edizione romana del Corriere della Sera, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha scritto alla Raggi per esprimere la “preoccupazione” di fronte alla prospettiva che anche gli ospedali della Capitale si trovino sulla linea dei razionamenti dell’acqua “pregiudicando gravemente il livello igienico-sanitario” e “l’erogazione dei servizi sanitari essenziali”.

E mentre Federalberghi, attraverso il suo presidente Bernabò Bocca, intervistato dal Corriere,critica gli allarmismi che “fanno scappare i turisti” da Roma, il Tempo ‘smonta’ l’allarme per il lago di Bracciano con un’intervista al presidente dei geologi del Lazio, Roberto Troncarelli, secondo cui, se anche Acea smettesse di prendere acqua dal lago, si recupererebbe appena lo 0,2% di quella che manca. Secondo Troncarelli, Bracciano si ‘ricarica’ grazie ad apporti nella falda da zone molto lontane e non solo con la pioggia e in occasione della siccità del 2003 non venne assunto nessun provvedimento draconiano nè ci fu moria della fauna del lago.  

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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