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La vera identità del Gesù dei Vangeli 14

Venne arrestato, portato nella Fortezza Antonia, incatenato, sottoposto a dileggi e ad atroci torture. Il giorno dopo, venne crocefisso pubblicamente, come monito rivolto agli Ebrei inteso a rimarcare la potenza dell’Impero romano. Il popolo distanziato da un fitto cordone di sbarramento di miliziani romani, assistette in silenzio, impietrito e impotente, alla morte di Giovanni, sopraggiunta dopo una lunga agonia “fra i più atroci tormenti d’ogni sorta fino all’ultimo istante di vita” (Bellum VII cap. 8,272).
Poco prima di morire, secondo Marco e Matteo, il Gesù evangelico ebbe un attimo di smarrimento e pronunciò il grido di terrore e solitudine: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Marco 15,34), inconcepibile se Cristo fosse stato il Figlio di Dio che s’immolava per la salvezza dell’umanità, ma chiarissimo per un Messia che, avendo fermamente creduto nell’intervento di Jahvè in suo aiuto, constatava con disperazione l’abbandono divino e il fallimento della sua missione. In base alla legge romana, al collo del crocifisso venne appeso un cartello con il nome e la motivazione della pena capitale.

I N R I : IOHANNES NAZIREVS REX IVDAEORVMU. 
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