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La vera identità del Gesù dei Vangeli 19


ll casato asmoneo ebbe un ultimo e terrificante epilogo nel 73 d.C. per opera di Eleazar bar Jair (Lazzaro figlio di Giairo) nipote di Giuda il Galileo in quanto nato da una sua figlia (sorella quindi di Giovanni) che aveva sposato Giairo. Dopo l’uccisione delle zio Menahem, Eleazar capo della setta dei sicari, la fazione più irriducibile degli zeloti, si rifugiò nelle fortezza di Masada e durante la prima Guerra Giudaica, a partire del 70 d.C. ne diresse la resistenza. Nel 73 d.C. la decima legione sotto il comando di Flavio Silva, procuratore della Giudea, mediante la costruzione di una rampa imponente riuscì ad iniziare l’espugnazione della rocca. 
Allora Eleazar con un focoso discorso convinse, con la promessa della “resurrezione dell’anima”, circa mille ribelli, famiglie comprese, a suicidarsi in massa per evitare l’umiliazione di stupri e schiavitù da parte dei legionari (Bellum VII 253). Quando i romani penetrarono nell’altopiano, trovarono i corpi esanimi di tutti i difensori, tra cui donne e bambini. Una vera ecatombe. 
Con la morte di Eleazar si conclude definitivamente la tragica saga degli ultimi discendenti della regia famiglia degli Asmodei. È doveroso riconoscere che tutti i membri di quella potente dinastia, hanno lottato e pagato per un fine patriottico nobile. Per quattro generazioni, da Ezechia ad Eleazar, hanno condotto una guerriglia sempre a rischio della vita, accettando la morte con coraggio indomito e totale sprezzo del dolore.
La loro esistenza, durata poco più di un secolo, ha determinato indirettamente due avvenimenti di immensa portata storica: la distruzione di Israele, le cui conseguenze, a seguito della diaspora imposta dopo il 135 d.C., hanno segnato l’olocausto del popolo ebraico fin quasi ai nostri giorni e perdurano tuttora con il conflitto arabo-israeliano; la nascita e il trionfo su scala mondiale di una nuova religione: il Cristianesimo che ha avuto origine della regalità di Giovanni di Gamala conclusasi tragicamente con la sua crocifissione e miticizzata dagli esseni di Alessandria d’Egitto con la sua divinizzazione.
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