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L’aborto è un crimine in Oklahoma: da uno a tre anni per chi lo pratica

L’esecuzione dell’aborto sarà considerata un crimine nello Stato americano, e il medico che la pratica rischia la revoca della licenza. Pene previste da uno a tre anni. L’ultima parola spetta al governatore.

di Valentina Santarpia –

Il parlamento dell’Oklahoma ha approvato una legge che rende un crimine l’esecuzione dell’aborto – legalizzato dalla Corte suprema nel 1973 – e che espone al rischio di revoca della licenza medica chiunque vi prenda parte. L’ultima parola su questa misura, ritenuta incostituzionale e senza precedenti dai suoi oppositori, spetta al governatore Mary Fallin. Il governatore avrà cinque giorni di tempo, domenica esclusa, per decidere se firmare il disegno di legge, mettere un veto o far varare la legge senza la sua firma. Il testo del provvedimento presentato dal senatore Nathan Dahm- che contrasta con la sentenza della Corte Suprema del 1973 «Roe vs Wade» che legalizzò l’aborto in tutti gli Stati Uniti – è stato approvato con 32 voti a favore e 12 contro senza alcun dibattito. Lo riferisce il Washington Post, sottolineando che si tratta del primo provvedimento del genere in Usa, come si vede dalla mappa sulle regole sull’aborto nel mondo.

«Uno schiaffo ai fornitori di prestazioni mediche»

Altri Stati dell’Unione intenzionati a bandire l’aborto, sottolinea il quotidiano, lo hanno fatto senza prevedere anche sanzioni. In questo caso il testo di legge prevede pene da uno a tre anni per il medico che lo pratichi e che revoca la licenza a qualsiasi medico partecipa ad un aborto per «condotta non professionale». Non saranno invece puniti i medici che dimostrino di aver eseguito un aborto per salvare la vita della madre. «Dal momento che credo che la vita inizi dal concepimento e credo sia una funzione centrale di un governo dello Stato difenderla fin da quel momento». Alba Laguens, vicepresidente esecutivo della Federazione americana per la pianificazione familiare, ha sottolineato che la legge dell’Oklahoma è il «divieto di aborto, puro e semplice». L’Associazione dei medici dell’Oklahoma ha definito la nuova legge anti-abortista preoccupante e uno schiaffo ai fornitori di prestazioni mediche dello Stato. Mentre Ilyse Hogue, presidente dell’associazione Naral Pro-Choice, ha sottolineato: «Un testo sconsiderato e pericoloso». Anche in Italia è in corso un dibattito molto acceso sull’aborto, tutelato da una legge del ’78 che lo depenalizza, ma che di fatto viene elusa con il ricorso frequentissimo dei medici all’obiezione di coscienza.

http://www.corriere.it/esteri/16_maggio_20/aborto-crimine-oklahoma-uno-tre-anni-chi-pratica-0e61e984-1ea3-11e6-8034-19f857d4e6ef.shtml

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