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L’accoglienza a numero chiuso di Bergoglio

L’integrazione è una questione di numeri. E non tutti i migranti sono uguali. Ma quanto è umano papa Francesco?
Paolo Izzo –

Non mi sembra proprio che gli Stati europei gareggino a chi ospita il maggior numero di rifugiati, perciò l’ultima sortita aerea di Jorge Bergoglio, su come la prudenza debba essere “il buon consigliere” dei governanti in tema di accoglienza, è almeno ridondante. Fatta da un papa, però, è pure rivoltante. Forse aveva finito le pillole di Misericordina oppure, come al solito, la pressurizzazione dei voli papali è regolata male, fatto sta che quel discorso avrà acceso animi, anime e barbecue di mezza Europa, dall’Ungheria a Gorino e già si starà stampando la prossima felpa di Salvini intitolata a papa Francesco. Strano che, non solo laicisti ed eretici, ma nemmeno i credenti o i “sani laici” che egli stesso benedice, trovino il coraggio di insorgere di fronte al massimo esponente della Chiesa cattolica che afferma si debbano aprire il cuore e le porte, ma con la calcolatrice alla mano, perché, parole sue: «Si può pagare politicamente una imprudenza nei calcoli, nel ricevere più di quelli che si possono integrare». Cosa aspettiamo a dirgli che il buon Samaritano si starà rivoltando nel suo sepolcro? Che il prossimo aereo papale bombardi noialtri o le file di migranti alle frontiere, magari colpendoli solo dall’ennesimo in poi?

Paolo Izzo

http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=126764&typeb=0&l-accoglienza-a-numero-chiuso-di-bergoglio

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