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L'Africa alla cura del ferro

Roma – Nel giro di due anni i 183 chilometri che separano Tangeri da Kenitra saranno coperti dall’alta velocita’ e sulle rotaie del Marocco si viaggera’ ad almeno 220 chilometri orari. è un segnale della lenta rivoluzione iniziata dall’Africa, che sempre piu’ guarda ai treni per garantire la mobilita’ delle popolazioni e un volano di sviluppo dell’economia, in un continente afflitto da carenze infrastrutturali. La rinascita delle ferrovie è trainata da due fattori principali: il crescente peso del commercio interno e intra-regionale e il continuo aumento del tasso di inurbamento dalle campagne alle citta’. L’intero continente è a un punto di svolta, tanto che l’Unione Africana ha stilato nell’Agenda 2063 una road map in cui indica le ferrovie come settore strategico per colmare il gap infrastrutturale.

In crociera sui binari alla scoperta dell’Africa

In Nordafrica l’alta velocita’ che partira’ da Kenitra, in Marocco, raggiungera’ anche Algeri e Tunisi. Ma l’Algeria non si ‘accontenta’: il piano quinquennale da 262 miliardi di dollari prevede l’estensione della rete ferroviaria dai 4000 chilometri attuali ai 12.500. L’obiettivo è quello di unire tutti i porti del Paese e alleggerire il trasporto su strada. E in questo progetto c’è anche un pezzo d’Italia: molti degli scambi ferroviari in Algeria e Marocco sono stati realizzati da D.R. Ferrovia, societa’ toscana di medie dimensioni che tre anni fa ha acquisito un ramo d’azienda per la produzione di scambi. Il passo da Albiano Magra in provincia di Massa Carrara, dov’è lo stabilimento, all’Africa è stato breve grazie a Sistema Italia, gruppo costituito da Rfi, Italferr, Salcef e da D.R. Ferroviaria. Oggi la societa’ lavora anche Namibia, Nigeria e Senegal e Zambia, dove è presente anche un’altra azienda italiana, Wegh Group, con sede a Fornovo di Taro nel parmense, che produce sul posto traverse Made in Italy. La svolta pero’ è arrivata in Mozambico dove in joint venture con partner locali la Wegh ha aperto un’azienda per la costruzione di 1 milione e 200mila traverse ferroviarie.

Tra i Paesi piu’ virtuosi in fatto di strade ferrate, il primato spetta di sicuro al Sudafrica, dove il treno rappresenta gia’ da tempo il principale mezzo di trasporto di pendolari e lavoratori grazie alla capillarita’ di una rete che collega tutte le principali citta’ e porti, favorendo anche il trasporto delle merci. Il Paese ha saputo, inoltre, sfruttare le ferrovie per rilanciare il turismo. La compagnia sudafricana Rovos propone infatti delle ‘crocierè a cinque stelle su rotaia con diverse formule che partono da un minimo di 48 ore fino a un massimo di 15 giorni attraverso mezzo continente. Il viaggio non è per tutti, il prezzo infatti parte da qualche migliaio di euro fino a un massimo di 20mila euro. Se è vero che il settore è in fermento, è anche vero tuttavia, che nella maggior parte del territorio africano le ferrovie sono antiquate, fatiscenti e vecchie.

La rete ferroviaria a sud del Sahara è per lo piu’ ancora quella coloniale costruita oltre cento anni fa, concepita per collegare le zone minerarie alle capitali. Secondo l’Union international des chemins de fer (Uic) nel continente ci sono circa 90mila chilometri di strade ferrate, ovvero meno del 6% della rete mondiale. In questo quadro 14 Paesi sono del tutto privi di ferrovie nazionali, mentre in generale in Africa il traffico delle persone su treno rappresenta il 2% di quello mondiale, mentre le merci si attestano al 7% con notevoli costi aggiuntivi a carico del singolo stato. Di tutto il continente è la regione occidentale è quella con la peggiore infrastruttura, con il Niger fanalino di coda. Il governo ha previsto di realizzare 4430 chilometri di rete in modo da collegare tutto il Paese e supplire l’attuale mancanza.

A fare da volano nei progetti è, in diversi casi, la Cina. è cosi’ in Kenya, ad esempio, i cui progetti da 4 miliardi di dollari, sono in gran parte finanziati dai prestiti della cinese ExIm bank, sebbene non sia ancora chiaro in che modo il Paese restituira’ il ‘favorè. Grazie ad accordi con i governi locali che l’istituto di credito cinese è anche il primo finanziatore della maggior parte dei progetti nella regione orientale, tra cui la ferrovia tra Etiopia e Gibuti e quella da Mombasa a Nairobi.

Le interviste a Piero Carletto, Africa area manager di Wegh Group, e Mario Maggiolo, responsabile legale di D.R. Ferroviaria, nel numero 8/2015 di Africa e Affari

(AGI)

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