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Laicita’ e’ ideologia?

La laicità è un’ideologia? Il problema è antico, nel senso che ci si chiede sempre se la negazione di un’ideologia non sia essa stessa un’ideologia e per esempio se l’ateismo non sia esso stesso una credenza: una credenza nel “non credere”. Molti credenti dicono infatti ai miscredenti: “Voi ci accusate di credere in ciò che non capiamo, perché adoriamo Gesù Cristo, e nel frattempo avete fede nella non-esistenza di Dio, che è tanto indimostrabile quanto la divinità di Gesù”. Argomento suggestivo. Che tuttavia si scontra con la constatazione che se la non-credenza fosse a sua volta una credenza, si avrebbero infinite credenze. Una credenza nulla stupidità degli oroscopi, una credenza nel fatto che sei per sei non fa trentasette, una credenza nel fatto che le giraffe non hanno sei zampe e che la Luna non è cubica. In realtà non credere significa soltanto non credere. Non significa “credere in non-credere”, come vorrebbero alcuni: è qualcosa di puramente negativo.

La laicità non è un’ideologia: è un’assenza di ideologia. È un semplice, pragmatico scetticismo: “bisogna coltivare il nostro giardino”, cioè vivere in pace.

Tuttavia c’è un modo per capire come mai per alcuni la laicità sia un’ideologia. Un vegetariano può convivere con un uomo convinto che bisogna mangiare carne. Magari ognuno penserà che l’altro sbaglia ma la reciproca tolleranza è ancora possibile: basta avere menu diversi. Se viceversa un laico ama la carne di maiale e l’altro è un islamico, la cosa si complica perché l’islamico non si limita a dire che lui non vuole mangiare carne di maiale; afferma che mangiare carne di maiale è male; è peccato; infetta la casa; e dunque che anche l’altro non dovrebbe mangiarla. Per chi è religioso il comportamento diverso da quello prescritto dalla propria religione è un male per tutti, e dunque un male che bisognerebbe reprimere. Da qui nasce l’intolleranza e si spiega anche la severità di certi eterosessuali nei confronti degli omosessuali. Inoltre, poiché il credente si sente un portatore dei principi del bene, attribuisce specularmene al non credente un’ideologia e lo considera un portatore dei principi del male. Mentre quest’ultimo ha la sola colpa di non avere le sue stesse convinzioni.

L’ideologia è tendenzialmente apostolica ed universale. Il suo adepto, per una naturale tendenza antropomorfica ed egocentrica, attribuisce a chi ha un atteggiamento diverso dal proprio un’ideologia di segno opposto. Sicché l’imperativo “niente-maiale” trasforma l’amore delle salsicce in ideologia. Mentre la non-ideologia (cioè la laicità, lo scetticismo) è al contrario tendenzialmente tollerante ed anzi indifferente al comportamento dei terzi.

In Italia questo stesso meccanismo ha funzionato per decenni in campo politico. Chiunque fosse di estrema sinistra (una delle religioni più fanatiche) ha avuto tendenza a dare del fascista a chiunque non fosse di estrema sinistra. Il liberale, in quanto non comunista, doveva per forza essere portatore di un’accanita ideologia di segno contrario: dunque un fascista.

Il laico è uno che non va in chiesa, pagoda, moschea o sinagoga: e tuttavia a volte si vede sbarrare la strada da un tempio.

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