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L’alluvione e il “Cardinale Grandi Opere”

bagnascoL’altro giorno, quando il cardinal Bagnasco, durante un sopralluogo nelle zone alluvionate ha sostenuto la necessità di sbloccare fondi e  realizzare opere necessarie alla protezione dei cittadini e della città manifestando così attenzione e sensibilità ai problemi del territorio e dell’ambiente, mi son dato un pizzicotto.

Ma era proprio quel cardinal Bagnasco che qualche anno fa ha fatto outing sostenendo che sia necessario che si realizzino le grandi opere Gronda e Terzo Valico? Eh sì, proprio lui. Premesso che i preti che di volta in volta si trasformano in amministratori, imprenditori, urbanisti o politici, sono ormai tanto numerosi quanto gli italiani che credono di essere allenatori della nazionale, e premesso che è legittimo parteggiare per Gronda e Tav, mi sento di dire che lo è un po’ meno se ti poni come obiettivo quello di difendere il territorio.

A quel punto, almeno, poniti un paio di domande, fatti venire un dubbio non sull’esistenza di dio ma sulla possibilità che la Gronda e la Tavpossano contribuire a ferire un territorio già martoriato. Però mi sa che sia difficile. Insomma, prima di dubitare sull’esistenza di dio dovresti iniziare dubitando dei miracoli. E analogamente il nostro cardinale grandi opere per poter aver qualche dubbio sulla Gronda avrebbe dovuto averne qualcuno sulle decine di ferite inferte al territorio genovese e ligure da operazioni speculative di altrettante parrocchie che hanno sacrificato terreni, uliveti, platani, campetti di calcio, cinema e altro sull’altare dei box auto, naturalmente lautamente remunerati.

La curia di Bagnasco è quella dei vescovi che vanno a benedire outlet sorti su terreni che nel 2011 vennero allagati e ora sono ricoperti da una colta di cemento. La curia di Bagnasco è quella che non si interroga su un’altra colata come quella degli Erzelli, o su operazioni immobiliari sorte ad Albaro e Quinto dove prima c’erano uliveti o giardini. Cemento che aiuta l’acqua a scivolare meglio.

Ma voi avete mai sentito papa Francesco sostenere la necessità di realizzare il ponte sullo stretto di Messina oppure la Tav in Valsusa? Non mi sembra.

Forse non basta il nome per essere un angelo del fango.

http://preve.blogautore.repubblica.it/2014/10/12/lalluvione-e-il-cardinale-grandi-opere/

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