TwitterFacebookGoogle+

L'America vota

di Rita Lofano

Houston – Per la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump è arrivato il momento della resa dei conti. Dopo gli appelli finali e i comizi conclusivi, l’America sceglie oggi il suo 45esimo presidente. Aperti i seggi in 9 Stati sul versante orientale degli Stati Uniti. Gli elettori possono cominciare a deporre le schede nell’urna del Connecticut, Indiana, Kentucky, Maine, New Hampshire, New Jersey, Stato di New York, Vermont e della Virginia.

Trump e Hillary roll, a Mosca i candidati diventato 2 panini

E se Hillary è tornata in testa nei sondaggi dopo l'”assoluzione” dell’Fbi sull’utilizzo di un server di posta privato quando era Segretario di stato, la partita è ancora aperta con ben 15 Stati in bilico. Le ultime rilevazioni attribuisco alla Clinton un vantaggio compreso tra 4 e 6 punti, se si considerano Cnn, Abc/Post, Cbs News, Fox News e Monmouth. Anche i mercati scommettono su di lei, come dimostrato dai guadagni di Wall Street. L’ultimo aggiornamento di “TheUpshot”, la media dei sondaggi del New York Times, indica all’85% le chance della candidata democratica di vincere la presidenza ma considera ancora “possibile” un trionfo di Trump. “Dobbiamo affrontare la prova del nostro tempo, facciamo in modo che non possano esserci dubbi sul risultato di questa elezione”, è stato il richiamo della ex first lady ieri sera al mega raduno di Filadelfia, mentre Trump ha invitato a “fermare l’establishment politico corrotto. Gli unici che possono fermare questa macchina corrotta – ha insistito il candidato repubblicano – siete voi…Hillary è il voto del fallimento, ora è il momento di cambiare”.

CLINTON ALLE URNE. E OBAMA GIOCA A BASKET
“Spero di vincere”. Hillary Clinton ha parlato brevemente con i giornalisti prima di deporre la scheda elettorale nell’urna nel seggio di Chappaqua, nello Stato di New York, dove ha la residenza. “Vi sono grandi responsabilità in gioco”, ha ribadito. Accompagnata dal marito Bill, è apparsa sorridente, ha stretto mani e salutato i presenti mentre una folla di persone le si è stretta intorno. Barack Obama invece non andrà al seggio: il presidente uscente si è avvalso del voto anticipato e, trovandosi a passare dalla sua Chicago il 7 ottobre, nel pomeriggio ne ha approfittato per compilare la propria scheda e deporla nell’urna. A 31 giorni di distanza non è rientrato in Illinois, ma ha preferito disertare gli eventi pubblici per prendersi qualche ora per se’: a operazioni elettorali ormai in pieno corso, si è unito a un gruppo di amici con cui si è concesso una gita a Fort McNair, base dell’Esercito situata alla periferia sud-occidentale di Washington, sulla confluenza tra i fiumi Potomac e Anacostia. Arrivati alla meta, si sono messi a giocare a basket, un’autentica passione di Obama fin da quando era ragazzo. In realtà, da tempo l’inquilino della Casa Bianca si dedica di rado al canestro e privilegia il più tranquillo golf. Proprio a Fort McNair, durante una partitella, nel 2010 face un capitombolo e si ferì a un labbro. Da allora ci sta attento. Però… un però esiste… Tanto nel 2008 quanto nel 2012 Obama, per ingannare l’attesa, trascorse proprio giocando a basket le giornate che ne avrebbero sancito l’investitura a primo presidente di colore, e poi la rielezione: pur se all’epoca si rintanò a Chicago. Otto anni fa osservò lo stesso identico rituale anche durante le primarie democratiche, che lo vedevano opposto proprio a Hillary Rodham Clinton. Non seguì la scaramanzia soltanto in occasione delle primarie successive, in cui praticamente non aveva avversari e dunque neppure bisogno di sedurre la buona sorte. E’ stata comunque un’eccezione, perché per il resto Obama di una partita a pallacanestro ha fatto la propria ferrea consuetudine ogni qual volta vi sia in palio un obiettivo davvero importante. Insomma, è superstizioso e finora la palla a spicchi lo ha sempre premiato. Bisogna vedere ora se il trucco funzioni anche con l’ex rivale Hillary. 

BAGNO DI FOLLA SENZA PRECEDENTI PER HILLARY: “FACCIAMO LA STORIA”
“Sono accorsi quasi in trentamila per la Clinton ieri sera a Filadelfia, in Pennsylvania, davanti all’ Independence Hall, l’edificio in cui venne ratificata la Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti nel 1776. Complice la presenza del presidente Barack Obama, della first lady Michelle, delle performance di Bruce Springsteen e di Jon Bon Jovi, è stato il record di folla per l’ex Segretario di stato in 19 mesi di campagna elettorale.

Facciamo la storia insieme“, ha esortato la candidata democratica, puntando a diventare il primo presidente donna degli Usa. E per rendere il messaggio più efficace ha riunito sul palco il passato, il presente e il possibile futuro della Casa Bianca: l’ex presidente Bill Clinton, ora aspirante ‘first husband’, il presidente in carica Barack Obama con la moglie Michelle, e ovviamente se stessa, ex first lady candidata a diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti. “Abbiamo la possibilità di eleggere un 45esimo presidente che intende costruire sui nostri progressi. Lei porterà a termine il lavoro. E’ una che raggiunge risultati e che non si limita a twittare”, ha dichiarato Obama passandole simbolicamente il testimone. “Votate per Hillary – ha rimarcato – come avete votato per me”. La Clinton ha deciso di chiudere la campagna con un comizio di mezzanotte a Releigh, nella Carolina del Nord, con Bon Jovi e Lady Gaga.

TRUMP NON CI STA: “COMIZI CON STAR UMILIANO POLITICA
“I comizi di Hillary Clinton “con le star della musica umiliano il processo politico”. Così Donald Trump, durante un comizio finale – decisamente meno glamour rispetto a quelli della rivale – a Manchester, nel New Hampshire, lo stato in cui vinse le prime primarie del Grand Old Party (Gop) lo scorso 9 febbraio. Il candidato repubblicano era “orgogliosamente” accompagnato dalla famiglia al completo ma si è affrettato ad annunciare il supporto della “star” del football americano Tom Brady che, a detta del candidato repubblicano, avrebbe votato per lui. Intervistato da una radio locale, il quarterback dei New England Patriots ha tuttavia precisato che voterà solo oggi e che renderà nota la sua scelta solo la prossima settimana. “Noi non abbiamo bisogno di Jay-Z o Beyoncè, di Bon Jovi o Lady Gaga…oggi è il nostro giorno dell’Indipendenza“, ha dichiarato il candidato repubblicano chiudendo la sua campagna a Grand Rapids, nel Michigan.

IL PRIMO VOTO A DIXVILLE NOTCH, NEL NEW HAMPSHIRE
Come vuole la tradizione dal 1960, il primo voto è stato espresso a Dixville Notch, un villaggio del New Hampshire, alla mezzanotte ora locale. Hanno votato 8 elettori, praticamente tutti gli abitanti, e il verdetto è stato di 4 voti per Hillary, 2 per Trump, 1 per il candidato del partito Libertario, Gary Johnson, ed uno per Mitt Romney, candidato repubblicano nel 2012.

“IL MURO” DEGLI ELETTORI LATINI CONTRO TRUMP
Per vincere la presidenza, Trump dovrà scavalcare il “muro” dell’elettorato latino, accorso in massa alle urne contro la sua retorica anti-immigrati. In Florida, lo stato che potrebbe decidere le presidenziali, l’affluenza dei latini risulta in aumento dell’87% rispetto al 2012, in Nevada del 30% così come in Arizona, secondo il Guardian. Un “gigante dormiente”, bruscamente svegliato dal muro che il candidato repubblicano ha promesso di costruire al confine con il Messico. Complessivamente, il ricorso al voto anticipato (consentito in 37 stati più il Distretto di Culumbia) è stato massiccio, con almeno il 35% degli americani che ha già espresso la sua preferenza.

MADONNA PER HILLARY IMPROVVISA CONCERTO A MANHATTAN
La regina del pop, Madonna, ha improvvisato un concerto a New York a favore della Clinton, alla vigilia del voto. Con un capello di lana “stelle e strisce” e una chitarra acustica, ha cantato per 30 minuti a Washington Square Park, a Manhattan, davanti a circa 300 persone, “Domani manterremo l’America grande – ha detto – eleggeremo un presidente che non discrimina”.

CHIUSURA SEGGI E VERDETTO
Lo spoglio dei voti scatterà oggi alle 18 della costa orientale (la mezzanotte in Italia), se tutto filerà liscio, cioè al netto di lunghe code o di problemi legati al malfunzionamento delle macchine per votare, come è successo in passato. I primi seggi a chiudere saranno quelli del Kentucky e dell’Indiana. Il vincitore dovrebbe cominciare ad emergere con il verdetto degli Stati centrali, come l’Arizona, a partire dalle 2.30 di notte in Italia. Gli ultimi risultati arriveranno dalla California, intorno alle 5 del mattino in Italia, e dall’Alaska, verso 6 del mattino in Italia, ma a quel punto il vincitore dovrebbe già essere stato decretato. Comunque vada, la lunga notte elettorale si chiuderà a New York. La Clinton spera di “rompere il soffitto di cristallo allo Javits, il centro congressi tutto a vetrate sul fiume Hudson mentre Trump ha organizzato il suo “party della vittoria” al New York Hilton Midtown.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.