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L'arcivescovo di Canterbury, il dna e quel filo con Churchill

Londra – Justin Welby, arcivescovo di Canterbury e in quanto tale primate d’Inghilterra e leader spirituale della comunita’ anglicana mondiale, e’ figlio illegittimo di sir Anthony Montague Browne, ultimo segretario personale di Wiston Churchill: lo afferma lo stesso religioso in un comunicato, nel quale spiega di esserne venuto lui per primo a conoscenza grazie al test del Dna soltanto “nel corso dell’ultimo mese”, e che la rivelazione e’ stata “una sorpresa totale” anche per l’interessato, sebbene non un trauma. “Nell’ultimo mese ha scoperto che il mio padre biologico non e’ Gavin Welby (un commerciante di liquori di origini ebraiche, morto nel 1977, e dedito tra l’altro all’alcol; ndr) bensi’, di fatto, il defunto sir Anthony Montague Browne. Ovviamente e’ stata una sorpresa, una sorpresa assoluta, ma nella mia vita e nel nostro matrimonio a Caroline (la moglie; ndr) e a me e’ successo ben di peggio”, prosegue nella nota l’arcivescovo, alludendo alla morte in Francia nel 1983 a causa di un incidente stradale della figlioletta Johanna, di appena sette mesi. “Io so che chi sono lo trovo in Gesu’ Cristo, non nella genetica, e in lui la mia identita’ non muta mai”, puntualizza.

A metterlo sulla pista della verita’ e’ stato comunque il quotidiano ‘The Daily Telegraph’, che aveva raccolto nel tempo elementi circa l’autentica paternita’ di Welby. Il giornale infine lo contatto’ e lo mise a parte degli indizi in suo possesso, inducendolo a sottoporsi alla prova del Dna: fu sufficiente confrontare un tampone di saliva del leader anglicano e un campione di capelli prelevati dalla salma di sir Montague Brown per disporre della probabilita’ al 99,9779 per cento, dunque praticamente della certezza, che i due fossero padre e figlio. “La mia personale esperienza e’ identica a quella di molte altre persone”, ha commentato Welby. “Scoprire che il padre di qualcuno e’ diverso da chi si era pensato non e’ insolito. Essere bambino in ambienti familiari dove si hanno difficolta’ nelle relazioni intime, abuso di sostanze tossiche o altre cose del genere e’ fin troppo normale. Anche se nella vicenda di mio padre Gavin esistono elementi di tristezza e persino di tragedia, questa”, e’ la conclusione del sessantenne teologo anglicano, “e’ una storia di redenzione e di speranza che fuoriesce da un contesto di turbolente difficolta’ e, per molte esistenze, quasi di disperazione”.

Persino la madre del primate, l’86enne Jane Gillian Portal, si e’ detta “colta da un pressocche’ incredibile shock”, assicurando di essere sempre stata convinta che Justin fosse figlio del legittimo consorte, a sua volta lontano da qualsiasi sospetto, essendo per di piu’ il bambino nato all’incirca nove mesi dopo le nozze: che, ha ammesso, furono precedute da un effimero rapporto sessuale con Montague Brown, mentre entrambi erano mezzo ubriachi. La donna infatti a suo tempo era un’alcolista, sebbene il figlio abbia avuto modo di puntualizzare che ha smesso di bere da cinquant’anni. “Sembra che le precauzioni adottate a quell’epoca non abbiano funzionato”, ha notato. La signora fu ella stessa segretaria di Churchill dalla fine del 1949 all’aprile 1955, quando si sposo’. Fu quindi collega e in qualche modo antesignana del piu’ noto Montague Brown, che dal ’52 aveva preso servizio presso l’allora primo ministro come suo assistente per la politica estera, provenendo dalla professione diplomatica, e al fianco del quale rimase anche dopo il definitivo ritiro a vita privata, fino alla morte occorsa nel ’65. Due carriere che si sovrapposero parzialmente, in definitiva, quelle della madre di Welby e dell’ultimo segretario: e che senza dubbio favorirono un ‘affair’ clandestino. Del resto con il marito la relazione coniugale era compromessa, e infatti la coppia divorzio’ nel ’59. Jane Gillian Portal fece in tempo a far conoscere al figlio (unico) l’ormai anziano Churchill, portandolo una volta nella residenza di questi per prendere un te’. Quando Welby nel 2013 divenne leader anglicano, quello che si sarebbe poi confermato il suo vero genitore chiese di incontrarlo, colpito dalla loro somiglianza fisica. Il neo-primate acconsenti’, ma non si riusci’ a farne nulla: questione di pochi giorni, nelle more del colloquio l’89enne Montague Brown infatti spiro’. (AGI) 

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