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Lasciar piangere il bebé finche' non dorme non fa male

New York – Lasciar piangere un neonato finche’ non si addormenta non provoca danni o stress al piccolo. E’ la conclusione a cui sono giunti alcuni ricercatori australiani in uno studio pubblicato sul giornale ‘Pediatrics‘. Il team, guidato da Michael Gradisar, professore associato e psicologo clinico presso la Flinders Universiry di Adelaide, ha monitorato 43 famiglie con bimbi tra i 6 e 16 mesi, tutti con problematiche del sonno.

A un terzo dei genitori, come riferisce la Cnn, e’ stato chiesto di applicare il cosiddetto metodo ‘cry it out’, ‘piangi e sfogati’: entrambi, cioe’, dovevano mettere il bimbo nel lettino e lasciare la stanza entro un minuto. Dopo di che, qualora il piccolo scoppiasse in lacrime, dovevano lasciarlo piangere per periodi sempre piu’ lunghi prima di accorrere a consolarlo. La tecnica, nota tra gli esperti anche come estinzione graduale del pianto o addestramento al sonno attraverso il controllo del pianto, e’ stata duramente criticata in passato proprio perche’ giudicata troppo violenta per la psiche dei bebe’. Un secondo gruppo di genitori doveva invece mettere il piccolo a letto all’ora in cui generalmente si addormenta e poteva restare nella stanzetta finche’ il bimbo non scivolasse nel sonno; il metodo, piu’ recente del primo, e’ noto come ‘bedtime fading’. Un terzo gruppo, infine, definito gruppo di controllo, non doveva seguire alcuna tecnica di ‘addestramento’ al sonno.

Dopo tre mesi di monitoraggio, il team di ricerca e’ arrivato a conclusioni sorprendenti: i bebe’ lasciati a piangere soli nel lettino si addormentavano mediamente 15 minuti prima di quelli del gruppo di controllo e tre minuti prima di quelli ‘trattati’ con il metodo del ‘bedtime fading’. Non solo: misurando il cortisolo, l’ormone dello stress, nella saliva dei piccoli la mattina dopo, gli scienziati hanno verificato che non vi erano differenze tra i gruppi. Al contrario, i bimbi fatti addormentare con il metodo ‘cry it out’ o con il ‘bedtime fading’ presentavano livelli di cortisolo addirittura inferiori.

Un anno dopo lo studio, i bimbi sottoposti ai metodi di ‘addestramento’ al sonno non mostravano particolare attaccamento ai loro genitori o problemi comportamentali rispetto a quelli del gruppo di controllo. “Gli esperti hanno sempre detto ai genitori che con queste tecniche avrebbero aumentato i livelli di stress dei loro bebe’ o avrebbero provocato in loro problemi comportamentali. Questo studio dimostra molto chiaramente che non ci sono effetti sui livelli di stress dei bimbi. Anzi, i bimbi nei gruppi di intervento hanno mostrato uno stress mniore di quelli nel gruppo di controllo”, ha commentato Marsha Weinraub, docente di psicologia della Temple University (e non coinvolta nello studio).

Lo studio porta altre buone notizie alle mamme e ai papa’ afflitti dai disturbi del sonno del loro bebe’: sia i piccoli del ‘cry it out’ che quelli del ‘bedtime fading’ hanno cominciato a prendere sonno piu’ velocemente gia’ dopo la prima settimana di ‘training’. E nei tre mesi hanno continuato a migliorare. “E’ cio’ che dico spesso ai genitori”, ha sottolineato Weinraub. “Ci vogliono soltanto tre giorni e (l’addestramento al sonno) diventa efficace”.

Ultima annotazione: i ricercatori australiani hanno verificato che 12 mesi dopo lo ‘sleep training’ tutti i bebe’, inclusi quelli del gruppo di controllo, dormivano piu’ o meno le stesse ore. La spiegazione, hanno ipotizzato, e’ che la qualita’ del sonno migliora naturalmente nei bambini con la crescita. (AGI) 

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