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L'autrice della bufala su Josefa ha spiegato le sue ragioni

Si definisce “ricercatrice indipendente” e il suo tweet sullo smalto di Josefa, la donna camerunense salvata dal mare a ottanta miglia dalle coste libiche, ha totalizzato centinaia di visualizzazioni, condivisioni e commenti. Ma Francesca Totolo, 41 anni, non è così indipendente, come ammette lei stessa per La Stampa. In un’intervista al quotidiano ha spiegato di collaborare principalmente con Il Primato Nazionale, testata online legata a CasaPound e punto di riferimento del mondo dell’estrema destra italiana.

Così l’influencer, che nella sua biografia sul social network vanta anche una collaborazione con il sito di Luca Donadel (altro opinionista caro alle posizioni sovraniste), riconosce di avere “stretti legami” con account Twitter anonimi specializzati nel fare da amplificatore all’informazione che più si accanisce contro i migranti. “Uno di loro so chi è – spiega Totolo -, ma non posso dirlo per mantenere riservata la mia fonte”.

#Josefa con le unghie perfette laccate di rosso dopo 48 ore in mare.Quindi:
1 I #trafficanti mettono lo smalto alle migranti
2 Sulla nave di @openarms_fund ci si diletta con lo smalto,quindi le condizioni psico-fisiche di Josefa collidono con 48 ore in mare aggrappata al relitto pic.twitter.com/zAWEIEDZmM

— Francesca Totolo (@francescatotolo) July 21, 2018

La storia sollevata da Totolo e da altri account riguarda il salvataggio di Josefa, una donna camerunense salvata da una nave della Ong Proactiva Open Arms. La colpa della donna sarebbe quella di aver avuto delle unghie curate e con tanto di smalto. Dimostrazione che il salvataggio sarebbe stato una messinscena a uso delle televisioni e della “propaganda no border”. Ma sono bastate poche veloci verifiche per dimostrare che durante il salvataggio Josepha non solo non aveva lo smalto, ma era anche segnata dai giorni passati immersa in acqua. A dircelo ci sono video e foto, come ricostruito da Valigia Blu.

Lo smalto, come spiegato dalla Ong e da una giornalista che era a bordo al momento del salvataggio, è stato una “coccola” a Josefa. Una distrazione per passare il tempo mentre, sdraiata sul ponte della nave della Ong, si riprendeva dal trauma.

Josefa ha le unghie laccate perché nei quattro giorni di navigazione per raggiungere la Spagna le volontarie di Open Arms le hanno messo lo smalto per distrarla e farla parlare. Non aveva smalto quando è stata soccorsa. Serve dirlo? https://t.co/fENviZ9E0Q

— annalisa camilli (@annalisacamilli) July 22, 2018

Domande che Francesca Totolo non si è posta, pur definendosi ricercatrice. “Io ho visto il servizio al Tg5, da cui ho preso lo screenshot delle unghie di Josefa con lo smalto. Ma nel primo tweet non ho mai detto quello che poi mi hanno contestato, parlavo di due ipotesi: o lo smalto lo aveva già o le è stato messo a bordo”.

Sarà proprio la seconda ipotesi a essere verificata, anche se l’impatto della verità su questa vicenda è stato molto minore rispetto alla diffusione della prima, falsa, versione. Quella che vedrebbe Josefa complice di una recita organizzata “dai soliti buonisti”, come scrive qualcuno.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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