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L'avanzata del centrodestra fa il miracolo: a sinistra si litiga meno

La situazione, in sintesi è questa: con i Cinque Stelle fuori dai ballottaggi più importanti, la sfida per il secondo turno delle amministrative torna all’antico e si gioca tra centrodestra e centrosinistra con quest’ultimo che rischia di dover consegnare al ‘nemico’ il grosso dei 111 comuni in ballo.

Eppure il terrore di una debacle come quella vissuta dai grillini al primo turno ha spinto il Pd a tenere le ultime frizioni con Mdp rimangono fuori dai seggi, e ai ballottaggi gli ‘scissionisti’ mostrano la volontà di sostenere i candidati democratici.

Lo fanno con esponenti di rango, come Pierluigi Bersani che a La Spezia va in piazza del Bastione a sostenere Paolo Manfredini, distante sette punti dal candidato di centrodestra Pierluigi Peracchini. È vero che ai ballottaggi il risultato del primo turno si azzera, ma è altrettanto vero che il Pd – e con esso il centrosinistra – parte in svantaggio in 12 città su 20. 

La possibilità di consegnare il grosso dei 111 comuni al voto al centrodestra è molto concreta. Di qui, dunque, la scelta di Bersani che, però, è funzionale anche a mantenere il filo del dialogo con Andrea Orlando, leader e della minoranza dem e sostenitore di Peracchini. Bersani e Orlando saranno inoltre presenti il primo di luglio in piazza per l’iniziativa di Giuliano Pisapia che dovrebbe lanciare l’alternativa a sinistra del Pd.

Una scelta, quella del Guardasigilli, che ha provocato tensioni nel partito. Soprattutto legate al fatto che in quei stessi giorni si celebra il forum dei circoli Pd a Milano. Per il presidente dell’Assemblea dem, Matteo Orfini, è inutile dialogare con altre forze politiche quando la legge elettorale non prevede coalizioni. Orlando risponde che lui sarà anche a Milano e che, comunque, snobbare gli alleati che sostengono i candidati Pd ai ballottaggi è poco lungimirante. 

Perché Renzi si è defilato

Il segretario Matteo Renzi si tiene lontano dalla campagna elettorale, nonostante si fosse parlato, prima del risultato del primo turno, di un suo impegno nei giorni che precedono i ballottaggi. Il rischio di una sovraesposizione del leader, infatti, potrebbe spingere l’elettorato grillino ad andare alle urne per sostenere i candidati di centrodestra.

Che la partita sia complessa lo ammette anche il responsabile Enti Locali del Pd, Matteo Ricci, che all’AGI spiega: “Quasi tutti i comuni saranno assegnati al fotofinish”. Anche per questo i dem tengono a sottolineare che “non si tratta di un voto politico”. Una vittoria del centrodestra, è il timore, sottoporrebbe la maggioranza di governo e il Partito Democratico che ne è il maggiore azionista a un ‘processo’ dagli esiti imprevedibili. Matteo Salvini, non a caso, sottolinea che “se le elezioni premiassero il centrodestra, Gentiloni dovrebbe dimettersi e si andrebbe a votare a settembre”.

Quali sono i comuni in bilico

Screzi e tensioni nel Pd rischiano, dunque, di ripercuotersi sui risultati nei comuni più in bilico.

  • A Genova il candidato di Centrosinistra, Gianni Crivello, si presenta con il 33,9 per cento del primo turno contro il 38,8 per cento del candidato sindaco di centrodestra Marco Bucci. Su Crivello convergeranno i voti di Sinistra Italiana e di Possibile di Pippo Civati. Ma anche quelli di Mdp che, con Roberto Speranza, sottolinea la volontà di non far mancare l’appoggio ai candidati di centrosinistra, siano essi civici o del Pd.
  • Mdp sosterrà il candidato Pd anche a Piacenza, città di Pierluigi Bersani, dove Paolo Rizzi tenterà di recuperare lo svantaggio – 28,1 a 34,7 – che gli è costato il secondo posto al primo turno dietro la candidata di centrodestra Patrizia Barbieri

Solo dieci ballottaggi per i Cinque Stelle

A Parma sarà Paolo Scarpa (con il 32,7%), candidato di centrosinistra ‘non più iscritto’ al Pd, a cercare di scalzare Federico Pizzarotti (al 34,7%), ex grillino che può contare anche sull’appoggio di Sinistra Italiana. Parma è infatti l’unico comune in cui SI non sostiene il candidato del centrosinistra, in altri tre – L’Aquila, Catanzaro, Taranto – non è stata data alcuna indicazione di voto secondo il principio enunciato dal segretario, Nicola Fratoianni: “mai con le destre nonostante il Pd”.

Scarpa ha avuto la tessera dem per due anni, dopo i quali ha rinunciato a rinnovarla, e lo scorso anno ha battuto alle primarie il candidato ufficiale del Pd. Pizzarotti, ex grillino che ha lasciato il Movimento dopo un lungo scontro con i vertici, ha ottenuto così la sua rivincita.

I Cinque Stelle sono fuori dalla partita nella città simbolo dei grillini e si devono accontentare di correre i dieci comuni, tra cui un solo capoluogo, Asti (dove il candidato grillino è distante quasi 30 punti percentuali dal candidato di centrodestra). I parlamentari Cinque Stelle ostentano ottimismo scommettendo di vincere in tutti e dieci i comuni in cui sono ancora in gara. La tesi è che, comunque vada, il Movimento sta crescendo in maniera lenta ma costante, eleggendo a ogni tornata amministrativa qualche consigliere comunale in più. Certo, viene ammesso, c’è ancora da lavorare per mettere radici solide sul territorio, vero tallone d’Achille di un Movimento che i suoi rappresentanti in Parlamento vedono più in salute che mai.

La partita del Veneto

In Veneto, le partite più accese sono quelle di Padova, Verona e Belluno:

  • A Padova la speranza dei dem è quella di ribaltare il risultato del primo turno che vedeva il leghista Massimo Bitonci in netto vantaggio (40,2%) sul candidato Pd Sergio Gordiani (29,2%). L’accordo stretto con il civico Arturo Lorenzoni regala qualche possibilità di farcela.
  • Verona a rischio per la Lega dopo che Flavio Tosi – ex Carroccio e sindaco uscente dopo dieci ani di governo – ha stipulato un patto con il Pd proprio in chiave anti Lega. I dem, in virtù di questo patto, invitano i propri elettori a sostenere la tosiana Patrizia Bisinella (23,5%) contro Federico Sboarina (29,3%). 
  • A Belluno, il sindaco uscente Jacopo Massaro, sostenuto dallo schieramento di centrosinistra, vede la riconferma a portata di mano forte del 46,2% conquistato al primo turno. Se la vedrà con Paolo Gamba, candidato di centrodestra, che ha ottenuto il 25,1%.

Lo strano caso del candidato unico di Trapani

Alla portata, per i dem, anche il risultato a Trapani. Il candidato del centrodestra, Girolamo Fazio, si è infatti ritirato e al candidato di centro sinistra, Pietro Savona, basterà raggiungere il quorum del 50,1 di votanti per vedersi eletto. Ragion per cui Beppe Grillo ha lanciato un appello ai trapanesi perché disertino le urne. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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