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L’Aviazione nega ma resta il mistero dell’ufo nel cielo sopra Corio


Pubblicato il 12/06/2018 –
GIANNI GIACOMINO –
CORIO CANAVESE (TORINO) –

Si infittisce sempre di più il mistero dei due cacciabombardieri che, intorno alle 23 del 6 giugno, avrebbero solcato il cielo di Corio Canavese all’inseguimento di un «disco luminoso» che sarebbe poi schizzato via a una velocità quasi istantanea, come raccontato da diversi testimoni. Tanto che la Procura di Ivrea affiderà una delega ai carabinieri della Compagnia di Venaria per poter interpellare i vertici dell’Aeronautica. «Questo al solo scopo di chiarire, se necessario, tutta la vicenda» – dice con cautela il dottor Giuseppe Ferrando, il capo della Procura eporediese.

INTERROGAZIONE IN PARLAMENTO

Oggi, intanto, la deputata del Pd Francesca Bonomo, depositerà un’interrogazione in Parlamento: «Perché si è creato quasi un allarme sociale e ora qualcuno ci deve spiegare che è davvero successo quella notte». Una storia che, da giorni, tiene banco in tutto il Canavese e, soprattutto sui social dove i commenti sono migliaia. Di concreto ci sono diverse testimonianze visive come quella di Simone Gallo, l’operaio 39enne che ha inoltrato una segnalazione ai carabinieri: «Ho visto chiaramente l’oggetto luminoso e i reattori dei due aerei che sono scomparsi dietro le montagne, provocando un rumore assordante». E poi il frastuono è stato avvertito in quasi tutto l’Alto Canavese. Ieri, però, dalla Difesa è arrivata l’ennesima smentita. «Nei cieli di Corio non c’era nessuna attività militare, perché non emerge nulla dai radar e dai tracciati».

«L’UNICO AEREO ERA 5 MILA METRI DI QUOTA»

Sempre dalla Difesa fanno sapere che: «L’unico mezzo in addestramento nel Torinese, a circa 5 mila metri di quota, era un tornado, è stato verificato sui radar. Quindi non è sicuramente passato poco sopra i tetti delle case». Invece a Corio, e nelle sue frazioni a circa 700 – 800 metri di quota, avrebbero addirittura tremato i vetri delle abitazioni. Resta anche un altro mistero. Ovvero: i due caccia da dove sarebbero decollati ? Un utente di Facebook di San Francesco al Campo – molto vicino all’aeroposto di Caselle – ha scritto che la sera del 6 giugno si è stupito molto di sentire il boato del passaggio dei bombardieri. Qualcuno, però, sostiene che i due «intercettori» Eurofighter Typhoon sarebbero decollati da Grosseto, dove ha sede il 4º Stormo dell’Aeronautica Militare. Ieri, poi, è spuntata l’ipotesi di una possibile caccia ad un drone militare «fuori controllo» che sarebbe stato «allontanato» dai due aerei da guerra. L’Alenia, però, ha smentito categoricamente: «Nessun nostro drone viene testato nel Torinese».Pure che fosse un grosso drone di un privato è abbastanza improbabile. «A noi sembra decisamente strano – riflette Gian Paolo Grassino, il presidente del Centro Italiano Studi Ufologici – soprattutto perché i prototipi non si fanno volare in zone aperte, ma sono evoluzioni controllate, effettuate in aree protette. Comunque andremo a Corio per raccogliere informazioni precise, soprattutto sui movimenti che avrebbero fatto l’oggetto misterioso e i due potenziali caccia. È tutto molto strano e occorre procedere con i piedi di piombo».

http://www.lastampa.it/2018/06/12/cronaca/laviazione-nega-ma-resta-il-mistero-dellufo-nel-cielo-sopra-corio-HRlOUP1i76R2RoYUyXZREN/pagina.html

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