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Lavoro: Furlan a Squinzi, pronti a ridisegnare le regole dei contratti

(AGI) – Roma, 30 giu. – “In questa fase tocca alle imprese ed ai sindacati ridisegnare le regole contrattuali e le relazioni industriali per avviare una stagione di crescita e di sviluppo nel nostro paese”. E’ quanto sottolinea il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, che afferma di condividere i concetti espressi oggi dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. “La Cisl ha detto con chiarezza di essere pronta ad aprire un confronto costruttivo con le associazioni imprenditoriale per favorire quella svolta necessaria nelle relazioni sindacali nel segno di una maggiore partecipazione dei lavoratori e di una piu’ ampia condivisione delle scelte aziendali. Questa esigenza e’ oggi tanto piu’ necessaria se non vogliamo sciupare i pur timidi segnali di ripresa della nostra economia, anche grazie al calo dei costi dell’energia ed agli interventi anti recessivi della Bce”. Furlan fa notare che “la decontribuzione e la defiscalizzazione del lavoro, previste dall’ultima legge di stabilita’, indubbiamente, hanno reso piu’ vantaggioso il contratto a tempo indeterminato dopo tanti anni di rapporti di lavoro flessibili, precari, mal retribuiti e mal tutelati. Ma tutto questo non basta a rimettere in moto un Paese fermo da tanti anni”. “Oggi – prosegue – la sfida e’ aumentare la produttivita’, far crescere i salari ed i consumi, adattare la contrattazione alle esigenze di innovazione tecnologica, maggiore competitivita’ e qualita’. Senza trascurare la importanza del welfare contrattuale che va valorizzato ancora di piu’ negli accordi tra imprese e sindacati. Ma anche il Governo – conclude Furlan – ha un compito fondamentale: deve detassare la contrattazione di secondo livello legata alla produttivita’, in modo da aumentare i salari e dare un impulso positivo a tutta l’economia italiana. Su questi temi bisogna aprire una discussione proficua per un patto sulla crescita in cui ciascuno dei soggetti faccia la propria parte per cambiare il paese, favorire gli investimenti e far crescere l’occupazione ed i salari”. .
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