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Lavoro: torna la fiducia, calano inattivi e scoraggiati

(AGI) – Roma, 15 set. – Fra gli inattivi, persone non classificate come occupate o in cerca di occupazione, diminuiscono nel secondo trimestre anche gli scoraggiati (-114 mila in un anno), soprattutto nel Mezzogiorno e tra i giovani di 15-34 anni. Di contro, aumentano gli inattivi per motivi di studio (+77 mila unita’) e quelli in attesa degli esiti di passate azioni di ricerca (+41 mila). Lo rileva l’Istat nel nuovo comunicato trimestrale sul mercato del lavoro segnalando che ininterrotto da sei trimestri, prosegue con maggiore intensita’ il calo tendenziale del numero di inattivi 15-64enni (-271 mila unita’), associato alla discesa del tasso di inattivita’. L’inattivita’, spiega l’Istat, si riduce soprattutto perche’ diminuiscono coloro che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare (371 mila in meno, di cui quasi due terzi tra i 55 e i 64 anni); un calo molto meno intenso interessa quanti cercano un impiego ma non sono immediatamente disponibili a lavorare (33 mila in meno). Nel secondo trimestre, nel Mezzogiorno, gli occupati aumentano di 120 mila unita’, portando in crescita anche il tasso di occupazione. Lo rileva l’Istat. Per contro, crescono le differenze nei tassi di disoccupazione, a svantaggio delle regioni meridionali. Piu’ in generale nello stesso periodo tutti gli indicatori sul mercato del lavoro hanno segnato un miglioramento. L’input di lavoro utilizzato complessivamente dal sistema economico (espresso dalle ore lavorate di Contabilita’ Nazionale), registra aumenti dello 0,2% su base congiunturale e dello 0,8% in termini tendenziali. Grazie a una crescita dell’output leggermente piu’ sostenuta, anche la produttivita’ oraria del lavoro ha segnato un modesto recupero su base congiunturale (+0,1%). L’occupazione stimata dall’indagine sulle forze di lavoro al netto degli effetti stagionali e’ pari a 22 milioni 446 mila persone, lo 0,5% in piu’ del trimestre precedente (+103 mila), corrispondente a un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni pari al 56,2%, in aumento di 0,3 punti percentuali La crescita congiunturale degli occupati nel trimestre ha interessato entrambi i generi e, tra le diverse tipologie, soltanto i lavoratori dipendenti (+0,8%, pari a 137 mila lavoratori in piu’ equamente ripartiti tra l’occupazione a carattere permanente e temporaneo), mentre sono calati gli indipendenti (35 mila unita’, -0,6%). Al lieve aumento dei disoccupati con precedenti esperienze lavorative, nel secondo trimestre, si associa la riduzione di quanti sono in cerca di prima occupazione. Lo rileva l’Istat. La ricerca del lavoro e’ sempre affidata soprattutto ai canali informali: l’88,9% delle persone si rivolge ad amici, parenti e conoscenti (+2,3 punti sul secondo trimestre 2014), e questo valore sale tra i disoccupati piu’ anziani e con basso titolo di studio. Tra i laureati la modalita’ di ricerca preferita, e in crescita, e’ invece l’invio del curriculum. L’economia si sta riprendendo e siamo fuori dalla recessione dopo un lungo periodo”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo alla The Italy conference di Euromoney. “In Italia – ha aggiunto – ci aspettiamo che la ripresa proceda a ritmi moderati. I dati recenti sull’attivita’ economica e sulla spesa delle famiglie vanno nella direzione di confermare il miglioramento generale delle prospettive di crescita”. La ripresa dell’economia non dipende solo da fattori ciclici ma anche da fattori strutturali e il governo prevede di rafforzarla con la prossima legge di stabilita’. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo oggi a Milano alla ‘Euromoney Italy Conference’. “Si tende a sminuire questa ripresa attribuendola a deboli fattori ciclici – ha detto – noi vogliamo sfidare questa convinzione, la ripresa ha degli elementi strutturali, ci sono fattori esterni ma e’ anche guidata da fattori interni. Questa e’ la ragione per cui continueremo con la nostra strategia di combinare nel modo migliore le varie politiche, la politica fiscale, quella delle riforme e quella degli investimenti”. Volano i mutui per l’acquisto di casa nei primi sette mesi del 2015. Lo rileva l’Abi nel rapporto mensile. Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, si e’ registrato un incremento annuo dell’82,2% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti e’ pari, nei primi sette mesi del 2015, a circa il 27,7%. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si e’ attestato al 2,81% (2,75% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. (AGI) .
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