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Le 10 regole per un curriculum perfetto (la prima è essere precisi nel dire la verità)

Non siate troppo telegrafici o darete l’idea di non aver nulla da dire. Ma nemmeno troppo prolissi: annoiereste e dimostrereste di non saper distinguere le cose più importanti dalle meno rilevanti. Ma soprattutto, dite la verità. Con rigore e precisione. Se il premier in pectore, Giuseppe Conte, forse non lo è stato in alcuni passaggi dell’ormai famoso curriculum di 18 pagine (per cui resta e resterà a lungo sotto la lente d’ingrandimento di media italiani e stranieri), come si compila allora un curriculum inappuntabile? Ecco le 10 regole fondamentali messe insieme da Linkiesta, Business People e da Monster. Cui se ne aggiunge una, quella aurea: non barare mai. La verità viene sempre a galla, soprattutto in un’era in cui bastano un paio di clic e una mail per verificare delle referenze. E va evitato accuratamente anche di inserire competenze che non si possiedono, il rischio è quello di perdere credibilità sul mercato del lavoro.

1. La foto

Può sembrare banale ma la foto è essenziale perché è la prima occasione per personalizzare il proprio curriculum, garantendo con il proprio viso le informazioni inserite. Meglio inserire una foto professionale, che sveli chiaramente il volto. No dunque a foto scattate durante le vacanze o in situazioni poco professionali.

2. Non dimenticate la data di nascita

Comunicare i propri dati personali è indispensabile. Vanno inseriti in alto o in calce al cv, dove siano indicati i contatti telefonici e mail (meglio se professionale ossia nome.cognome). Mai e poi mai dimenticare un dato che a volte si tende ad ignorare: la propria data di nascita. Quest’ultima è fondamentale per un datore di lavoro che vuole come prima scelta assumere un giovane, e deve per questo essere tra i primi dati visibili. Inoltre molti non sanno che la data di nascita è fondamentale qualora il selezionatore voglia ricorrere a specifici contratti di lavoro e/o incentivi dedicati ai giovani. Se per esempio l’impresa vuole assumere un giovane con contratto di apprendistato deve sapere se il candidato ha più o meno di 29, come previsto dal contratto.

3. Inserite i social network

Può sembrare strano, ma nel 2018 un buon cv è quello in cui vengono indicati anche i profili sui social network.

4. Indicate la professione desiderata

Importante indicare la posizione professionale desiderata, ossia l’indicazione del ruolo e del settore a cui si ambisce. Questa indicazione rappresenta in un certo senso la chiave di lettura dl curriculum poiché il racconto della propria storia formativa e professionale dovrà apparire come un percorso coerente svolto per raggiungere l’obiettivo indicato. 

5. La giusta lunghezza

Un ottimo curriculum di un professionista affermato non dovrebbe superare le 2-3 pagine. Bisogna evitare qualsiasi ridondanza e andare dritti al punto. Va considerato che le risorse umane ricevono centinaia di CV ogni giorno e ad ogni profilo vengono dedicati solo pochi minuti. È necessario quindi essere chiari, precisi e sintetici. Lo dice anche l’Università di Oxford, secondo cui bisogna tenere sempre a mente lo scopo per cui stiamo inviando il curriculum e adattarlo all’obiettivo; usare numeri, cifre e fatti per descrivere il nostro lavoro, senza perdersi in giri di parole; essere chiari; e usare un elenco puntato.

6. Istruzione e formazione (a grandi linee)

Per quanto riguarda la voce “Istruzione e Formazione”, bisogna sempre iniziare dai titoli e dalle esperienze più recenti. Quando si descrive un percorso scolastico o universitario, è opportuno non limitarsi a indicare la nomenclatura, ma si potrebbero segnalare a grandi linee le materie e gli insegnamenti caratterizzanti il corso, le competenze acquisite e la relazione tra quanto appreso e quanto utile in un futuro contesto lavorativo. 

7. Le esperienze professionali

Andranno anche esse raccontate cronologicamente a ritroso (dalla più alla meno recente) e accorpate tra loro se numerose e di breve durata. Le esperienze di lavoro verranno descritte indicando sia le mansioni svolte (cioè cosa si è fatto) che le competenze (cosa si è imparato a fare).

8. Elencate le competenze. Meglio se certificate

Le competenze costituiscono la parte che più interessa alle imprese. È bene indicare quindi, nell’ordine:

·      quelle professionali e tecniche

·      quelle linguistiche

·      comunicative

·      relazionali

·      organizzative

Ove possibile occorre precisare le certificazioni che confermano l’acquisizione di tali competenze (specie se informatiche o linguistiche). Se tuttavia non si posseggono le certificazioni linguistiche, può essere utile ricorrere alla scheda per l’autovalutazione Europass (CEFR).

9. Pensate al destinatario

L’invio del cv non deve essere standardizzato, al contrario deve essere personalizzato a seconda del tipo di lavoro per cui ci si sta proponendo e del destinatario a cui lo si indirizza.

10. Controllate gli strafalcioni

Refusi o errori sono assolutamente da eliminare: è necessario ricontrollare più volte il cv, prima di inviarlo. Un documento con errori o imprecisioni è sinonimo di mancanza di attenzione e di superficialità.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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