TwitterFacebookGoogle+

Le 6 domande che il Congresso dovrebbe fare a Zuckerberg. Suggerite dal  Financial Times 

Mark Zuckerberg è chiamato a testimoniare di fronte Camera e Senato degli Stai Uniti sul caso Cambridge Analytica, sulla fake news e sulle ingerenze russe nelle elezioni. Il Financial Times si è rivolto a senatori e deputati suggerendo una lista di sei domande da sottoporre al fondatore di Facebook. Eccole:

1. Può il Congresso guardare all’interno dei sistemi pubblicitari di Facebook?

Facebook ha una grande quantità di dati su chi gli inserzionisti vogliono targetizzare e come. Finora ha solo rivelato solo quelli utilizzati da un’agenzia russa. Se al Congresso fosse concesso l’accesso ai sistemi di Facebook, potrebbe essere in grado di vedere un targeting più dettagliato fatto dai troll russi, oltre a saperne di più su chi è indirizzato Cambridge Analytica, con quali messaggi e su quanto ha speso.

2. Perché non ha segnalato prima la fuga di dati?

Un punto debole per Zuckerberg è la decisione presa in passato di tenere segreta la perdita di dati. La società ha realizzato che Cambridge Analytica aveva avuto accesso a “dati ottenuti in modo improprio” nel 2015. Ma invece di riferire al garante della privacy o di informare gli utenti interessati, ha scelto di chiedere all’azienda di analisi di eliminare i senza nemmeno vietare a Cambridge Analytica l’accesso alla piattaforma fino al mese scorso.

3. Perché non può dire dove sono andati a finire i dati?

Zuckerberg non sa se Cambridge Analytica abbia ancora i dati di 87 milioni di utenti, né se siano stati utilizzati nella campagna Trump (cosa che Cambridge Analytica nega). I parlamentari  possono sostenere che per questo Facebook avrebbe dovuto applicare controlli più severi su chi poteva accedere ai dati e per quale scopo

4. Perché Facebook non dovrebbe essere regolamentato?

Oltre al rischio di essere abbandonato dagli utenti, la più grande minaccia che Facebook deve affrontare è una legislazione restrittiva da parte del Congresso. Facebook ha a lungo sostenuto che si può controllare da solo. I miglioramenti annunciati la scorsa settimana sono stati progettati per dimostrare che è proattivo. Ma Facebook ha anche fatto una concessione significativa: ha eseguito un’inversione di marcia dicendo che ora supporta l’unica proposta legislativa concreta relativa alla sua attività. Quel disegno di legge, l’Honest Ads Act, richiederebbe alle aziende tecnologiche di conservare copie di annunci politici digitali, riportare quanto costano e chi paga, e renderli ricercabili al pubblico.

5. Quanti profitti è pronto a sacrificare per risolvere questo problema?

Sia Zuckerberg che il suo secondo in comando, Sheryl Sandberg, hanno detto di non voler cambiare il modello di business di Facebook. I profitti derivanti dalla pubblicità mirata hanno reso Facebook una delle più grandi aziende al mondo: l’anno scorso ha generato un reddito netto di 16 miliardi di dollari con entrate per quasi 40 miliardi. Finora, Facebook ha fatto molti annunci sui suoi piani per limitare i dati a cui gli sviluppatori possono accedere, sia che offrano sondaggi, giochi o app per appuntamenti. Non si è impegnato a ridurre la quantità di dati raccolti da Facebook per aiutare gli inserzionisti.

6. E’ Zuckerberg il problema?

La saga di Cambridge Analytica ha messo in discussione il fatto che Zuckerberg sia la persona giusta per guidare Facebook. I parlamentari potrebbero chiedergli di dimettersi come ha fatto Travis Kalanick con Uber nel 2017.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.