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Le (archeo) mafie finanziano lo Stato Islamico

mafie-Redazione– L’occidente finanzierebbe l’Isis con il commercio dei beni archeologici.

L’allarme viene lanciato da studiosi ed esperti di beni culturali che hanno ricostruito il traffico di opere a partire dalle distruzioni di cui la stessa organizzazione terroristica fa propaganda attraverso i filmati lanciati in rete.

«La distruzione sembra essere solo uno specchietto per le allodole: la maggior parte di quello che distruggono o di quello che ci fanno vedere è assolutamente infinitesimale rispetto a quello che non vediamo e che viene in realtà commercializzato illecitamente nel mondo», spiega Giancarlo Garna, archeologo impegnato in progetti con l’università di Padova e soprattutto membro del progetto internazionale dell’università di Udine «The land of Nineveh archaeological project».

«In qualche video si tradiscono perché oltre a mostrare le distruzioni, filmano anche quando agiscono con delle seghe circolari mostrando come ritagliano dei bassorilievi. Di fatto ritagliano quelli più vendibili. Se uno vuole distruggere non ha nessun interesse a ritagliare in quel modo un rilievo. Ho assistito personalmente ad alcune di queste operazioni nell’area del Kurdistan iracheno, 30 chilometri a nord di Mosul. Sono stato testimone diretto dell’avanzata di questi personaggi, di queste squadre organizzate per la distruzione e il commercio. Oggi l’Isis ha organizzato gli ex tombaroli in squadre integrandole con personale specializzato».

Il traffico di beni archeologici e di opere d’arte è la terza fonte di reddito per le organizzazioni criminali, un business che è secondo solo al traffico di droga e d’armi.

Secondo l’Unesco e l’Interpol parliamo di un giro d’affari mondiale tra i 6 e gli 8 miliardi di euro all’anno. Dati del Ministero del Commercio americano parlano di un aumento, nel 2014, di 2 miliardi e mezzo di dollari (che corrisponde al 25 per cento) per le rivendite di oggetti d’arte che negli Stati Uniti sono soprattutto reperti archeologici.

Recentemente c’è stato anche un allarme da parte della Federal Reserve per l’eccessivo acquisto di oggetti d’arte come fenomeno di tesaurizzazione che toglie liquidità al mercato. «Anche questi dati sono indicativi del fatto che gli Stati Uniti e in generale l’Occidente attraverso case d’asta e musei britannici, svizzeri,tedeschi, finanziano il terrorismo alimentando questo commercio. I mercanti che poi acquistano il materiale o che lo hanno addirittura ordinato su commissione attraverso magari i cataloghi dei musei stessi, finanziano di fatto l’Isis e più materiale gira più soldi arrivano all’organizzazione criminale, il cosiddetto stato islamico».

http://www.articolotre.com/2015/06/le-archeo-mafie-finanziano-lo-stato-islamico/

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