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Le baby sitter italiane sono sempre più care (ma anche più qualificate)

Una parte delle mamme italiane impegna tutto lo stipendio per pagare la baby sitter, altre ancora dopo aver fatto due conti decidono di lasciare il lavoro. Ma quanto costa un’ora di babysitting? Otto euro e 34 centesimi circa, secondo un rapporto pubblicato dalla start-up Yoopies che calcola un aumento del 10,55 euro in più rispetto al 2016. Ma il costo è assolutamente disomogeneo con il Nord che registra prezzi più alti del 17% rispetto al Sud. In particolare, le regioni più care sono: la Valle d’Aosta (9,00 euro), la Basilicata (7,38 euro) e la Sardegna (8,29 euro). Chiudono la classifica, il Molise (7,32 euro), la Campania (7,23 euro) e la Puglia (6,96 euro). Quanto alle città,  la più costosa è Ventimiglia (10,58 euro), seguita da Varese (9,80 euro), Como (9,55 euro). Mentre tra le più a buon mercato ci sono tra città laziali Formia (7,25 euro), Cassino (7,29 euro) e Ladispoli (7,31 euro).

Le cause dell’impennata del costo orario

Ma come si spiega questo aumento annuo? La principale causa è  la difficoltà di conciliare gli impegni lavorativi dei genitori con la vita familiare, cui si aggiunge il fatto che le vacanze scolastiche (200 giorni l’anno rispetto ai 175 degli altri paesi) superano di gran lunga le vacanze di 2-3 settimane dei genitori. Un altro motivo che giustifica l’aumento smisurato delle tariffe è il fatto che i genitori sono diventati più esigenti e quindi ricercano delle babysitter più preparate che conoscono, per esempio, più lingue straniere. E più preparate, significa più care.

Baby sitter italiane le più care d’Europa

Secondo un’indagine del sito internet Sitter Italia, la cifra italiana è la più alta rispetto a quella rilevata in altri Paesi europei: le tate di Finlandia e Danimarca non arrivano ai 6 euro l’ora, con tariffe pari rispettivamente a 5,5 e 5,7 euro. In Olanda, invece, non si raggiunge i 7 euro (6,86 per la precisione), mentre in Norvegia la media è di 7,29 euro e in Spagna di 7,44 euro.

“Usate i bonus”

Come possono fare, allora, i genitori per trovare una babysitter competente senza spendere una fortuna? Yoopies consiglia di approfittare dei bonus introdotti dal governo Renzi, da utilizzare per pagare l’asilo nido. “Si tratta di un aiuto di 1.000 euro a cui si può avere accesso senza limiti di reddito la cui unica condizione da rispettare è la copertura economica di 144 milioni, ciò significa che tutte le domande che arriveranno oltre le prime 144mila erogazioni, resteranno inevitabilmente escluse”. Ma non solo: “Oltre a questo aiuto esistono anche il “bonus bebè” e il “bonus mamma domani” ma si tratta di aiuti difficilmente compresi dai genitori che non sanno più cosa fare”, ha sottolineato Yoopies, che a breve lancerà uno strumento in grado di automatizzare gli aiuti statali.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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