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Le basi molecolari dei disturbi psichiatrici

Una ricerca ha definito gli schemi di espressione genica di cinque disturbi neuropsichiatrici: autismo, schizofrenia, disturbo bipolare, depressione e alcolismo. Sono emerse somiglianze e differenze sorprendenti: il disturbo bipolare è più vicino alla schizofrenia che alla depressione mentre depressione e alcolismo hanno profili molecolari molto specifici, diversi dagli altri disturbi.

Quali sono le basi biologiche che predispongono allo sviluppo di gravi disturbi neuropsichiatrici? La ricerca ha dato alcune risposte parziali, per esempio su specifiche varianti geniche che sono correlate a questi disturbi.

Un nuovo studio pubblicato su “Science” da un gruppo di ricercatori dell’Università della California a Los Angeles si è concentrato non sul genoma, l’insieme delle istruzioni scritte nel DNA per la sintesi delle proteine, ma sul trascrittoma, cioè l’insieme degli RNA messaggeri, che hanno il compito di “leggere” queste istruzioni.

Le molecole di RNA messaggero danno un’idea abbastanza precisa degli schemi di espressione del DNA nell’intero organismo o in singoli organi, e possono quindi definire un’“identikit molecolare” anche dei soggetti affetti da diversi disturbi neuropsichiatrici. L’idea è che alterazioni o mutazioni del trascrittoma possano contribuire in modo significativo all’insorgenza delle patologie.
Gli autori hanno analizzato 700 campioni di tessuto cerebrale raccolti post-mortem da soggetti affetti da autismo, schizofrenia, disturbo bipolare, depressione e alcolismo, confrontati con 293 campioni di soggetti sani. I risultati del confronto sono stati in gran parte sorprendenti: gli schemi di trascrizione genica hanno sovrapposizioni significative tra disturbi con manifestazioni diverse, mentre mostrano differenze tra disturbi simili.

La depressione e il disturbo bipolare, per esempio, sono considerati entrambi disturbi dell’umore, e quindi ci si aspetterebbe una correlazione neurobiologica tra di essi, invece il disturbo bipolare ha un’espressione genica dei tessuti della corteccia cerebrale simile a quella della schizofrenia.

Depressione e alcolismo, invece, sono caratterizzati da mutazioni molecolari molto specifiche, diverse fra loro e che non si osservano negli altri disturbi. Questo è un risultato inatteso, perché precedenti studi sui gemelli avevano evidenziato fattori di rischio genetico simili per la depressione maggiore e per l’alcolismo.

Altri risultati di rilievo riguardano le basi molecolari dell’autismo. Molti geni nella corteccia cerebrale sono attivi sia nella schizofrenia sia nell’autismo, ma in misura molto superiore nell’autismo. Ciò suggerisce che la sovraespressione genica potrebbe rivestire un ruolo importante in questo disturbo.

Al contrario, alcuni geni correlati alla trasmissione del segnale neuronale sono risultati silenziati nell’autismo, nella schizofrenia e del disturbo bipolare, suggerendo che un deficit di comunicazione tra le cellule cerebrali potrebbe essere uno dei fattori cruciali per l’origine di queste tre condizioni.

“Questi risultati forniscono una firma molecolare per i disturbi psichiatrici: è un enorme passo avanti nelle conoscenze”, ha commentato Daniel Geschwind, autore senior dello studio. “La maggiore sfida ora è capire in che modo si verificano”.

http://www.lescienze.it/news/2018/02/12/news/base_neurobiologica_trascrittoma_disturbi_psichiatrici-3860124/

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