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Le bufale avvelenano la politica, ecco perché se ne parla alla Camera

Il tema delle fake news arriva alla Camera dei deputati, dove nella Sala della Lupa di Montecitorio sono stati riuniti quattro tavoli di lavoro per approfondire il tema nell’ambito della campagna ‘basta bufale’. “Essere informati correttamente è un diritto, essere disinformati è un pericolo. Questa giornata è frutto di un percorso iniziato alla Camera dei deputati tempo fa” ha sottolineato la presidente della Camera, Laura Boldrini.

 

 

Un fronte comune per arginare le fake news

“Abbiamo elaborato un appello rivolto a tutti i cittadini, abbiamo pensato che il tema poteva raggiungere l’attenzione di 10mila persone, invece siamo andati oltre il doppio dei cittadini che hanno firmato l’appello” contro le fake news del web, ha detto Boldrini. “La partecipazione rafforza la democrazia rappresentativa. Il cittadino può intervenire firmando l’appello, ma ci sono ambiti dove non basta e in cui bisogna fare un fronte comune per creare un argine ad una deriva che altrimenti ci travolgerà”.

Serve uno sforzo aggiuntivo dei media per la qualità

I media tradizionali sono “chiamati a uno sforzo aggiuntivo”, ha detto la presidente della Camera. “E’ in ballo il ruolo tradizionale della democrazia”, ha aggiunto. Serve “uno sforzo nel fact-checking, nel debunking, nel controllo delle fonti, e bisogna cercare di dotare le redazioni di garanti della qualità”.

 

 

“Chi droga il discorso pubblico altera la democrazia”

“Chi droga il discorso pubblico vuole alterare l’assetto democratico. Stiamo parlando di qualcosa di dirimente. Chi immette – spiega Boldrini – fatti falsi vuole creare caos, confusione, una società senza riferimenti, vuole condizionare l’opinione pubblica. Dobbiamo prendere molto seriamente” questa situazione che “in primis le istituzioni devono fare da traino” nel contrasto alle notizie false.

 

 

“Non lasciare le persone in balia del web”

“Ho voluto rendere pubblica più di una bufala riguardo mia sorella scomparsa anni fa” prematuramente “che non si è mai occupata di cooperative di immigrati” ha detto Boldrini. “Perchè l’ho fatto? Perchè io ho la facoltà di denunciare, di rendere noto. Molte persone nella stessa identica condizione non hanno questa facoltà, mi sembra doveroso anche se fa male, per attirare attenzione su un fenomeno brutale” dove c’è “chi si arricchisce”. “Non dobbiamo lasciare sole le persone che credono a quello che è nel web perchè lo dice il web”.

 

 

“La scuola è il primo motore contro le falsità” 

Secondo Laura Boldrini la “scuola, l’università e la ricerca sono i primi moroti per creare anticorpi alla disinformazione”. “Anche le imprese possono dare un grosso contributo al contrasto alla disinformazione”, ha detto, evitando “inserzioni pubblicitarie nei siti che fanno disinformazione”.

 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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