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“Le cellule del cervello mi stanno lasciando, ma che debbo fare: portare il lutto per ciascuna?” 

Un ‘h’ dimenticata nella parola Alzheimer e una buffa faccina che ride sono i simboli e i marchi di Alzheimer Fest, la manifestazione che vuole ricordare a tutti che dimenticare un volto, una persona non significa non essere vivi. E’ durata tutto il weekend a Gavirate (Varese) la festa nazionale dell’Alzheimer: malattia che colpisce ogni anno milioni di persone in Italia e nel mondo. Non si è trattato di un convegno, ma di un momento di condivisione.

Leggi qui l’intervista all’attore Paolo Hendel fatta dal Corriere della Sera

“L’Alzheimer provoca enormi sofferenze, ma i malati riescono a conservare le componenti emozionali e affettive – racconta alla Stampa Marco Trabucchi, ex docente di neuropsicofarmacologia all’Università Tor Vergata di Roma e presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (Aip), promotrice dell’evento -. Vogliamo rimarcare questo aspetto, per riportare in equilibrio gli aspetti sociali legati all’Alzheimer con quelli più scientifici, che puntano a completare la conoscenza dei meccanismi alla base della malattia per poi tentare di mettere a punto una strategia terapeutica”.

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Un esercito di persone che vuole continuare a vivere

Sono oltre 700 mila i malati italiani e 46 milioni quelli in tutto il mondo: un enorme esercito. L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un raddoppio da qui ai prossimi 20 anni. Milioni di persone in difficoltà ma che hanno ancora voglia di vivere, anche se chiuse in una casa di riposo. Persone come Federico di Napoli, che guarda il suo declino a testa alta: “E’ vero, le cellule del cervello mi stanno lasciando, ma che debbo fare: portare il lutto per ciascuna?”. Come Arturo della Val Pellice, che confonde i giorni della settimana ma tiene pronto lo zainetto sognando di partire per un viaggio sulla sua vecchia Bianchina. Come Albertina, che con la sua valigetta di cartone rosa vorrebbe prendere il treno e andare a Rosignano a mangiarsi un gelato con le amiche. Come Carla, di Mantova, che sapendo di avere l’Alzheimer ripete con forza ai suoi familiari: “Voglio continuare a fare tutto. Adesso balliamo?”.

Approvata la carta di Gavirate

Nel corso della manifestazione sarà approvata la Carta di Gavirate: una serie di punti irrinunciabili affinché la vita delle persone malate di Alzheimer o affette da altre forme di demenza venga rispettata, valorizzata, difesa e curata non solo dai familiari ma da tutta la società. La Carta verrà anche sottoscritta da alcuni personaggi che ricoprono ruoli importanti nel sociale perché diventino testimoni a favore delle persone fragili.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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