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Le certezze chi non crede allo sbarco dell'uomo sulla Luna

E’ già scritto da tempo anche sui libri di storia, e si ricorda oggi che ne ricorre l’anniversario, che il 21 luglio 1969 gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero per primi piede sulla Luna e vi piantarono la bandiera degli Stati Uniti. Ma non è così per tutti. Perché fu quasi da subito, già nei bar e in diverse case americane, che qualcuno rifiutò di ammettere la realtà delle immagini televisive della missione Apollo.

“La missione Apollo tutta regia di Kubrick”

Nasceva l’ipotesi complottista forse più celebre del ventesimo secolo. Quella che la Nasa e il governo degli Stati Uniti non avrebbero mai mandato sulla luna nessuno. Si sarebbe trattato, piuttosto, di una colossale messinscena: “La teoria fiorì sin dal momento dell’allunaggio dell’Apollo 11” spiega lo storico dello spazio Roger Launius, rammentando che il giornalista del New York Times John Noble Wilford sentì da subito, già al bancone di qualche bar di Chicago, lo scetticismo di chi proclamava l’allunaggio come un sofisticato falso fabbricato in stile hollywoodiano. E alcuni sondaggi condotti dalle agenzie di informazioni in giro per gli States rilevarono già una modesta percentuale di dubbiosi circa la veridicità delle immagini televisive.

Dal movimento della bandiera americana alla convinzione che le radiazioni avrebbero ucciso Aldrin e Armstrong, i teorici del finto allunaggio si sono aggrappati a qualsiasi dettaglio per smentire l’arrivo sul satellite degli astronauti delle missioni Apollo, della prima come delle successive. La tesi fu corroborata successivamente da un libro uscito nel 1976, ‘We Never Went to the Moon’ dell’autore americano Bill Kaysing, il quale teorizzò persino che la regia delle riprese fosse stata affidata a Stanley Kubrick.

Teorie del complotto per business o ingenuità

Oggi non interessa tanto confutare con argomentazioni scientifiche le tesi complottiste, quanto comprendere perché c’è chi ci crede: “Alcuni per pura ingenuità, tipo mio nonno” spiega Launius. “Poi ci sono quelli che fanno a pezzi per principio qualunque cosa dica il governo. O quelli a cui piace rimestare nella pentola per far credere che sanno qualcosa che nessun altro sa”.

C’è pure chi utilizza le teorie cospirazioniste per mero guadagno, ricorda Launius in una intervista riportata dal sito Mashable. Le possibilità di lucro sono tante: dai libri alle conferenze a pagamento, alla diffusione di video che grazie alle tesi complottiste procurano un po’ di soldi e un po’ di fama. Queste idee, come le altre, sono veicolate nella vasta community mondiale on line che crede in generale alle teorie complottiste e si alimenta su Twitter, su Reddit e attraverso i forum dove si scambiano opinioni talora palesemente ridicole oppure smentite dalla scienza ufficiale, come quella della ‘Terra cava’. E’ naturale che persone più vulnerabili, vuoi psicologicamente vuoi per carenza di preparazione oppure perché portate a credere all’incredibile, restino affascinate da queste narrazioni. Per Launius, “la teoria complottista sulla luna – o qualunque altro tipo di tesi falsa ma verosimile – non scomparirà tanto presto. Una delle grandi attrattive di queste teorie è che ci sia sempre qualcosa di nascosto che non tutti conosciamo”.

 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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