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Le conseguenze di uno stupro. Due racconti

Incubi notturni ed attacchi di panico, insonnia e disturbi fisici come dolore agli occhi, lei. Paura ingiustificata per i nord africani ed arabi, timore della spiaggia e del buio oltre a pensieri con intenzioni suicide, lui. Queste le conseguenze psico-fisiche descritte dai due turisti polacchi 27enni vittime della violenta aggressione di gruppo (la ragazza stuprata e il suo fidanzato picchiato brutalmente) avvenuta sulla spiaggia di Rimini nella notte tra il 25 ed il 26 agosto scorsi.

Giovedì scorso sono stati condannati a 9 anni e 8 mesi i tre minorenni (due fratelli marocchini ed un nigeriano) componenti della banda capeggiata (secondo gli inquirenti) dal congolese Guerlin Butungu, unico maggiorenne del branco a cui, in novembre, sono stati inflitti 16 anni di reclusione. Le due vittime polacche hanno scritto alcune lettere presentate nel gennaio scorso (dopo essere state tradotte dal consolato della Polonia) dal loro avvocato di parte civile, Maurizio Ghinelli, al tribunale dei minorenni di Bologna insieme ad un memorandum.

Questo il senso della lettera della ragazza polacca che studia all’università, vittima della violenza sessuale di gruppo: “Mi capita di avere incubi notturni e attacchi di panico. Ho seri problemi di concentrazione ed insonnia il che si traduce nella difficoltà nello studio. Non sono sicura se passeranno mai la paura e il senso di vergogna che continuano ad accompagnarmi”. Dal punto di vista fisico, poi, la ragazza non sente più niente dal lato destro del naso e ha riportato anche seri danni alla vista tanto che è necessario un continuo monitoraggio per il rischio del distacco della retina. Gravi conseguenze per la brutale aggressione anche per il ragazzo connazionale.

“Ho incubi, mi sveglio ogni notte e ho problemi a prendere sonno. Ho paura di molte situazioni e luoghi che prima non temevo, ad esempio paura del buio – scrive il 27enne – della spiaggia del mare e della gente che parla una lingua straniera. Mi spavento a morte per ogni fruscio. Ho un timore ingiustificato di nord africani e arabi. Prima dell’accaduto ero una persona tollerante ed aperta. Ora sono diventato diffidente e timoroso di tutti e ho perso l’autostima. Mi capitano spesso pensieri con intenzioni suicide”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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