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Le distrazioni al volante che possono costarci la vita. Un rapporto

A 48 ore dall’esplosione di Bologna sul raccordo con la A14 a Borgo Panigale, che ha provocato 1 morto e 145 feriti, si cerca di far luce sulle cause che hanno provocato la deflagrazione. Il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato al Giornale Radio Rai ha spiegato che “l’incidente potrebbe essere stato causato da un colpo di sonno oppure da un momento di distrazione, ma è ancora presto per dirlo”. Anche l’avvocato della ditta presso cui lavorava Andrea Anzolin, alla guida dell’autocisterna che poco dopo le 13 ha innescato l’esplosione, sentito da Repubblica, ha ipotizzato “un malore, un colpo di sonno, non so dirlo”. Colpo di sonno dunque o distrazione.

Il Rapporto Aci

Proprio la distrazione è tra le prime tre cause di incidente stradali, secondo i dati di ACI-ISTAT, che nel 2017 hanno rilevato un aumento del 2,9% dei morti sull’asfalto rispetto al 2016 (3.378 contro i 3.283). “Distrazione, mancato rispetto della precedenza o del semaforo, velocità troppo elevata – spiega il Rapporto – si confermano le prime tre cause di incidente (complessivamente il 40,8% delle circostanze)”. Già, ma distrazione da cosa? Secondo uno studio di ACI del 2016 “in Italia 3 incidenti su 4 sono dovuti alla distrazione. E cellulari e smartphone sono una delle cause principali”: il 75%. Il camionista era al cellulare e non si sarebbe accorto della coda, in tempo per frenare? È presto per dirlo o per mettere a tacere ogni illazione. Oggi la procura di Bologna ha aperto un’inchiesta per disastro colposo a carico di ignoti. Ma il rapporto tra incidenti in automobile e uso dello smartphone è noto da tempo: ecco alcune soluzioni tecnologiche che possono aiutarci.

La app dell’Anas

Guida e Basta. Guida e Basta è un’app sviluppata da Anas, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con la Polizia, che disabilita totalmente il cellulare durante i tragitti in auto, non permettendo di ricevere ed effettuare nemmeno chiamate in vivavoce. Disponibile per iOS e Android, consente di impostare il proprio cellulare sulla modalità di guida, con la possibilità di inoltrare a un gruppo di contatti “preferiti” un messaggio per comunicare loro che ci si sta per mettere in viaggio e che per tutta la durata di tempo selezionata non sarà possibile rispondere al telefono.

L’idea di Apple

Non disturbare alla guida. Apple ha introdotto con iOS 11 una nuova modalità d’uso per gli iPhone, che dovrebbe ridurre l’utilizzo del melafonino mentre siamo al volante della nostra automobile. Si tratta della funzionalità “Non disturbare alla guida”, che riduce le possibili fonti di distrazione mentre stiamo guidando silenziando il dispositivo ed evitando di disturbarci con notifiche dalle varie app installate sul nostro iPhone (quelle della messaggistica istantanea, ad esempio, ma anche posta elettronica, messaggi di testo e social network). Insomma, fino a che siamo in movimento all’interno dell’auto, sarà come se l’iPhone diventasse improvvisamente muto.

La Safety Mode di Spotify

Safety Mode. Anche Spotify sta testando una Safety Mode UI, una nuova versione del servizio per mantenere la sicurezza alla guida. La app per lo streaming musicale starebbe infatti lavorando ad una interfaccia che non distolga l’attenzione di chi è al volante: utilizzerebbe pulsanti di grandi dimensioni con cui è facile interagire e senza possibilità di interazione relativamente a funzionalità extra come la navigazione nelle playlist e simili: solo controlli di base per la riproduzione e informazioni essenziali sulla playlist. La novità si attiverebbe automaticamente quando il telefono è collegato a dispositivi Bluetooth.

Una app da Android

DriveMode e le altre. DriveMode è un’applicazione Android che permette, tra le altre cose, di rispondere a voce ai messaggi ricevuti (SMS, Whatsapp, Gmail, Facebook Messenger, Telegram, Skype e Twitter), mentre Car Dashdroid segnala anche il superamento del limite di velocità. Per Android e iPhone c’è poi anche Smartphoners che funziona con un meccanismo social: gli utenti registrati accumulano punti in base a una serie di comportamenti di guida virtuosi, per esempio ogni chilometro percorso in sicurezza fa accumulare punti spendibili in buoni carburante.

Un vero salto di qualità nell’interdizione dell’uso dei cellulari alla guida ci sarebbe se le case automobilistiche decidessero di schermare completamente l’abitacolo mentre il veicolo è in moto. Ma i problemi sono due: bisognerebbe comunque consentire le chiamate di emergenza; e con una schermatura dell’abitacolo si impedirebbe l’uso del cellulare anche a chi non è alla guida.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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