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Le due principali aperture di Macron all'Italia dopo il vertice con Conte

Sui migranti “la risposta europea attuale non è adatta” ma non lo sono neanche l’asse dei ministri dell’Interno di Berlino, Vienna e Roma o le prese di posizione dei singoli. Lo ha affermato il Presidente francese, Emmanule Macron, nella conferenza stampa congiunta con il premier italiano Conte. Macron rinnova l’esortazione all’Italia a camminare insieme per riformare l’approccio europeo al problema migranti.

Riforma del regolamento di Dublino

“Negli ultimi anni l’Europa è mancata in efficacia e solidarietà. Servono riforme per affrontare le sfide”, ha sottolineato il presidente francese. Bisogna riformare “il regolamento di Dublino e il sistema di ricollocazione per quote”. E Macron aggiunge: “Quando si parla del tema della migrazione ci sono drammi umani, e non dobbiamo mai perdere di vista il nostro dovere, e non dimentico quello che l’Italia ha dovuto subire dal 2015 con arrivi in massa dal nord Africa. L’Italia ha dovuto subire molti arrivi diretti, ma questi arrivi sono stati ridotti nel 2017. Noi siamo un Paese con molte richieste di asilo, non siamo il paese di primo arrivo, ma anche in Francia arrivano migranti”.

L’inquilino dell’Eliseo distingue tra chi scappa da guerre ed è in pericolo di vita e i migranti economici. “I primi – dice Macron – troveranno sempre accoglienza in Europa, per i secondi dobbiamo fare una distinzione. Ci sono molte persone che non hanno diritto d’asilo e restano a vivere in Europa in condizioni non dignitose. Va reso più efficace il ritorno al Paese d’origine di chi non ha diritto d’asilo. Su questo punto bisogna aumentare la cooperazione”.

Sul caso Aquarius, Macron dice: “Se una nave arriva nelle acque italiane, l’Italia deve farsene carico. L’Italia non può violare le leggi internazionali. Il dramma, però, comincia prima, quando la nave parte dai Paesi di transito. Su questo serve una risposta europea di collaborazione più efficace”.

Unione bancaria per stabilizzare l’euro

Ma il presidente francese dice anche un chiaro ‘nò ad alleanze estemporanee dentro l’Ue: un asse tra i ministri dell’Interno di Italia, Austria e Germania? “Questa formula nella storia non ha mai portato fortuna. Ad ogni modo ci sono le Costituzioni e ci sono i capi di Governo di Italia, Germania e Austria che prendono le decisioni. Questo dicono le nostre Costituzioni”. Macron è infine favorevole all’Unione bancaria: “Bisogna finalizzare l’Unione bancaria per stabilizzare la zona euro. Ne parleremo al prossimo Consiglio Europeo”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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