TwitterFacebookGoogle+

Le famiglie sono cambiate, ai sacerdoti serve una nuova formazione

LUCIA e Giuseppe sono entrambi medici, ma dell’acronimo Asl hanno coniato una nuova interpretazione. “La Chiesa – dicono –  rischia di trasformarsi una azienda di sacralità locale, una strana forma di Asl, appunto, mentre dovrebbe essere sempre di più una famiglia di famiglie”. Un’espressione che probabilmente piacerà a papa Francesco quando la sentirà ripetere davanti ai vescovi di tutto il mondo. Lucia Miglionico e Giuseppe Petracca Ciaravella e sono infatti una delle due coppie di laici italiani invitati all’assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi convocato da domenica 5 a domenica 19 ottobre in Vaticano per discutere delle “sfide pastorali sulla famiglia”, con in tutto 253 partecipanti. Gli altri coniugi sono l’ex presidente dell’Azione cattolica italiana Francesco Miano e la moglie, Giuseppina De Simone, docente della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale, invitati tra i collaboratori del segretario speciale, l’arcivescovo Bruno Forte.

Giuseppe e Lucia, invece, arrivano al Sinodo come uditori, per portare la loro esperienza al fianco delle coppie di fidanzati e delle famiglie. Sposati da 32 anni, genitori di 4 figli tra i 24 e i 30 anni, sono membri della consulta nazionale di pastorale familiare. Lui si occupa di medicina nucleare, lei è specializzata in oncologia pediatrica e nella settimana che precede l’appuntamento in Vaticano ancora trascorre le notti di guardia in reparto: “Un altro modo – spiega – per stare vicina alle famiglie”. Arrivano da San Giovanni Rotondo e forse, dicono, sono stati scelti proprio perché vivono in una delle periferie valorizzate dal pontefice argentino.

All’assemblea che Bergoglio ha convocato per affrontare lo spinoso argomento della crisi della famiglia, loro si presenteranno per dire che la Chiesa deve essere meno “fabbrica di sacramenti”: “Le coppie – affermano – hanno bisogno di essere accompagnate, perché le ferite delle quali tanto si parla alla vigilia del Sinodo, a partire da quella dei divorziati, si possono curare, ma si deve anche cercare di prevenirle”. Come? “Nella Chiesa si fanno molte cose sulla famiglia, ma poche per la famiglia. C’è un problema di consapevolezza delle coppie che arrivano alle nozze senza aver compreso cosa sia la vera fedeltà o l’indissolubilità. E poi serve maggiore formazione dei sacerdoti, per arrivare a comprendere le domande pressanti rivolte dalle coppie”. Sui temi più spinosi che vanno dalle convivenze alla contraccezione all’aborto al divorzio, i coniugi Petracca Ciavarella non si aspettano comunque una ricetta definitiva dal Sinodo: “Intanto – spiegano  –  quest’anno verranno poste solo le basi di una riflessione che arriverà sino alla prossima assemblea del 2015. Sembra improbabile, comunque, che si pensi ad un cambiamento della dottrina: più ragionevole che si rivoluzioni la pastorale, con un approccio che sia basato sull’accompagnamento delle storie individuali”.

Nei problemi delle coppie, però, i due uditori indicano anche una radice comune che collegano al tema dell’equità sociale: “I giovani – dice Lucia – quando si innamorano credono nella famiglia e la pongono tra i loro obiettivi, poi però si scontrano con una società che li ostacola, che li relega nella precarietà e li manda in crisi. Le coppie adulte, invece, si trovano a vivere le incertezze dei figli. In entrambi i casi, alla Chiesa viene chiesto di rendersi presente, ma non sempre i sacerdoti sono pronti in questo senso”. 

L’aspetto dell’impreparazione del clero è emerso, tra l’altro, anche dall’analisi dei questionari che papa Francesco ha voluto venissero sottoposti alle coppie di tutto il mondo e che ora offriranno la base di partenza per i lavori del Sinodo, secondo un approccio che don Paolo Gentili, responsabile della consulta nazionale di pastorale familiare, legge nella scia dell’inchino verso il popolo fatto da Bergoglio subito dopo la sua elezione pontifica. “In quell’occasione ha chiesto una benedizione, stavolta si è chinato verso la gente per consultarla”, commenta il sacerdote. Proprio in piazza San Pietro, dove Francesco si affacciò il 13 marzo 2013, la consulta per la pastorale familiare ha invitato a riunirsi sabato 4 ottobre, vigilia dell’apertura del Sinodo, per una veglia di preghiera alla quale hanno aderito decine di sigle dell’associazionismo cattolico: “Prevediamo decine di migliaia di presenze e ci saranno anche persone che non appartengono al mondo ecclesiale, ma guardano con interesse a ciò che potrà uscire dall’assemblea”, anticipa don Paolo Gentili. Se gli si chiede qual è invece la sua aspettativa, lui la condensa in un titolo: “Si riaccenderà il desiderio di fare famiglia”. “Si deve fare in modo – spiega – che le coppie alle quali manca la forza di dire il sì possano farlo alla luce della fede e con l’aiuto concreto di una Chiesa che si fa loro compagna di cammino”.

Nella veglia di sabato racconteranno le loro esperienze due fidanzati che hanno creato una cooperativa per aiutare i bambini, poi i genitori di 4 figli che hanno aperto la loro casa ad una piccola in affido e infine due persone tornate a vivere insieme dopo sei anni di separazione. Spiega don Paolo: “Promuovendo l’unione sponsale non si fa un ritorno al passato, ma si guarda al futuro della società: fuori dalla famiglia le persone si sentono sole e l’ansia di colmare i vuoti della solitudine rende tutti più vulnerabili”.

 

Fonte

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.