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Le immagini della base siriana distrutta dai missili Usa

Gli Stati Uniti hanno lanciato 59 missili Tomahawk contro la base aerea lealista di Shayrat, in Siria, da dove gli americani ritengono che sia partito l’attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib. I raid sono nel “vitale interesse della sicurezza nazionale” ha detto il presidente americano, Donald Trump.

Cosa ha detto Trump all’America

 

 

“Questa notte ho ordinato un raid militare mirato perché ogni precedente tentativo di cambiare l’atteggiamento del presidente siriano Bashar al-Assad è drammaticamente fallito”.

“La crisi dei rifugiati continua ad aggravarsi e la regione a destabilizzarsi, minacciando gli Stati Uniti e i suoi alleati”.

“Quando l’America si schiera dalla parte della giustizia alla fine pace e armonia prevalgono”. 

Le fasi dell’attacco

 

 

  1. A Trump sono state presentate tre opzioni per rispondere alla strage con il gas in Siria. Lui ha detto di concentrarsi su due di queste e poi giovedì ha preso la decisione finale ordinando il raid.
  2. I missili sono stati lanciati da due navi americane di stanza nel Mediterraneo orientale: la Uss Porter e della Uss Ross.
  3. Il raid americano è scattato quando in Siria erano le 4.40 del mattino.
  4. L’attacco ha quasi completamente distrutto la base di Al Shayrat. “La pista, il deposito di carburante e la difesa aerea sono stati polverizzati”, ha riferito il direttore Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman. 
  5. Sei militari sono morti e tra questi forse un generale di brigata dell’aeronautica.
  6. Nove aerei siriani sono stati distrutti
  7. Nella base, secondo Rahman, c’erano 4 aerei russi Sukoi-22 (cacciabombardiere) Mig-23 (caccia intercettore) e Sukoi-24 (cacciabombardiere) 

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Chi era stato avvertito…

La Russia era stata preventivamente avvertita del raid americano sulla Siria, ha riferito il Pentagono: “I pianificatori militari statunitensi hanno preso ogni precauzione per minimizzare i rischi per i russi o per personale siriano alla base”.

…e chi no. Cosa fa l’Unione europea

L’Unione europea era stata informata della probabilità di un’imminente svolta degli Stati Uniti sulla Siria. L’alto rappresentante Federica Mogherini ha seguito durante la notte gli eventi assieme ai servizi diplomatici di Bruxelles. L’Ue sta coordinando gli Stati membri e il capo della diplomazia è in contatto con gli Stati Uniti e con le Nazioni Unite.

More pictures from #Shayrat airbase, destruction everywhere. pic.twitter.com/WPuzUBsh29

— Barzan Sadiq (@BarzanSadiq) 7 aprile 2017

l presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha deciso di non autorizzare una conferenza sulla Siria prevista per il 10 aprile e di vietare l’accesso del vice ministro degli Esteri di Damasco, Ayman Soussan. L’evento era stato organizzato dal Syria Peace Process Support Group, un gruppo informale di deputati europei vicini alle posizioni del regime siriano e della Russia. Negli scorsi giorni, su iniziativa dell’olandese Marietje Schaake, alcuni europarlamentari avevano chiesto a Tajani di vietare la conferenza definendo Ayman Soussan come “il più alto rappresentante in grado del regime Assad in Europa”. 

“L’Unione Europea lavorerà con gli Stati Uniti per porre fine alla brutalità in Siria” ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. “Il bombardamento americano dimostra la determinazione necessaria contro i barbari attacchi chimici”. 

#BREAKING
first footage shows the destruction of #Shayrat airbase, #Syria. after #US Tomahawk missile strikes. pic.twitter.com/iduf9m1u42

— Barzan Sadiq (@BarzanSadiq) 7 aprile 2017

Che cosa ne pensa il governo italiano

L’intervento americano della notte scorsa si è sviluppato contro “la base aerea da cui sono partiti gli attacchi con uso di armi chimiche. Un crimine di guerra il cui responsabile è il regime di Bashar Al-Assad e credo che le immagini di morte e sofferenza viste nei giorni scorsi sono immagini che non possiamo accettare” ha detto Paolo Gentiloni. 

Chi è contro

  • Siria: “E’ stata un’aggressione terribile e ingiustificata” – Tv di stato 
  • Russia: Un’aggressione contro uno Stato sovrano che danneggerà in modo considerevole i rapporti tra Russia e Stati Uniti” – Il Cremlino.
  • Iran: Un’azione unilaterale pericolosa, distruttiva e che viola i principi del diritto internazionale” – Ministero degli Esteri 

Chi è a favore

  • Turchia: “Salutiamo il fatto come positivo, ma crediamo che il regime di Assad debba essere punito complessivamente nell’arena internazionale” – vice premier turco Numan Kurtulmus.
  • Israele: “Appoggiamo pienamente la decisione del presidente Trump e auspica che questo messaggio di fermezza di fronte alle orribili azioni del regime di Assad risuoni non solo a Damasco ma anche a Teheran, a Pyongyang e altrove” – Benjamin Netanyahu, premier.
  • Arabia Saudita: “Appoggiamo pienamente le operazioni militari statunitensi contro obiettivi militari in Siria, una risposta all’utilizzo da parte del regime di armi chimiche contro civili innocenti” – Ministero degli Esteri. 
  • Gran Bretagna: “Appoggiamo pienamente l’attacco americano in Siria e lo consideriamo una risposta appropriata al barbaro attacco con armi chimiche lanciato dal regime siriano. L’azione americana e’ mirata a scoraggiare ulteriori attacchi” – Portavoce di Downing Street.
  • Estonia La risposta degli Usa contro Asssad dopo l’attacco chimico e’ appropriata e necessaria. Gli Stati Uniti e il mondo democratico ora devono avere una piu’ ampia strategia per ciò che seguirà” – il ministro degli Esteri, Sven Mikser. 
  • Australia: E’ stata una risposta calibrata, proporzionata, con un obiettivo. E’ stato un attacco importante contro la base aerea, ma non siamo in guerra contro il regime di Assad e gli Stati Uniti hanno chiarito che non vogliono disarcionare il regime – Malcolm Turnbull, premier. 

Le reazioni politiche

  • Paolo Gentiloni: “Sono convinto che l’azione di questa notte debba, non ostacolare, ma accelerare nella direzione di una soluzione negoziale duratura”. 
  • Marine Le Pen: “Prima di operare dei bombardamenti in Siria occorreva attendere i risultati di un’inchiesta internazionale. Sono sorpresa da questa reazione”
  • Enrico Letta: “E’ vero che l’unico colpevole è Assad, ma ci sono molti interrogativi sulla strategia di Trump, che appare zigzagante con decisioni che sembrano condizionate dalle emozioni dell’opinione pubblica”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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