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Le inchieste sugli ecoreati sono raddoppiate. Grazie a una legge

Nel primo anno e mezzo di applicazione – dal 1 giugno 2015 al 31 dicembre 2016 – della legge sugli ecoreati sono stati iscritti nelle Procure censite dal ministero della Giustizia 467 procedimenti, con 651 indagati e 17 imputati. Il dato è contenuto nel dossier di Legambiente con cui si fa un bilancio della riforma varata nel 2015.

Nel 2015, invece, i procedimenti iscritti erano stati 202, con 205 indagati e 4 imputati. I numeri più alti riguardano i procedimenti per il delitto di inquinamento ambientale (158 nel 2016, con 237 indagati): solo nel distretto di Reggio Calabria se ne contano 20 e in quello di Roma 19. E’ il Sud l’area del Paese dove si registrano più procedimenti penali per questo reato (in tutto 53 nel 2016).

Le prime condanne

Nel 2015 in 41 procedimenti in tribunale si è arrivati a condanne di primo grado – tra patteggiamento e riqualificazioni alla luce della nuova normativa di reati prima contestati sotto altro titolo – di cui 35 per inquinamento e 3 per disastro ambientale. I numeri relativi alle sanzioni per traffico illecito di rifiuti (che non è contemplato dalla riforma del 2015 e che, prima di questa, era l’unico delitto ambientale della normativa italiana) parlano, nel 2016, di 150 procedimenti, con 763 persone indagate e 267 imputati.

Contestati 574 ecoreati nel 2016

Nel 2016 le forze di polizia hanno contestato ben 574 ecoreati, più di uno e mezzo al giorno, denunciando 971 persone fisiche (oltre a 43 persone giuridiche), emettendo 18 ordinanze di custodia cautelare e sequestrando 133 beni per un valore che sfiora i 15 milioni di euro. 

I delitti

  • 143 contestazioni riguardano il delitto di inquinamento ambientale
  • 13 quello di disastro ambientale.
  •  6 impedimento del controllo
  •  5 delitti colposi contro l’ambiente
  •  3 ecoreati legati a morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale
  •  3 omessa bonifica (3)

Nel 2016 sono stati contestati 401 reati contravvenzionali, pari a circa il 70% del totale delle contestazioni, con 570 persone denunciate e 54 sequestri per un valore di 5,7 milioni di euro. A fronte di 35 prescrizioni al pagamento in sede amministrativa sono stati 22 gli adempimenti.

Le regioni

L’Umbria è la regione con il numero più alto di reati contravvenzionali contestati (64), seguita da Campania (60) e Sardegna (53).

Il maggior numero di persone denunciate è stato rilevato in Liguria (83), seguita da Sardegna (80) e Umbria (67). 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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